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IL VIZIO DELLA SINISTRA: L’INGANNO SISTEMATICO

 

 
IL VIZIO DELLA SINISTRA: L’INGANNO SISTEMATICO  E IL GESTIRE IL POTERE CONTRO LA VOLONTA’ DEI CITTADINI.  




2 angolazioni del costruendo e ormai quasi finito nuovo centro culturale islamico con annesso  moschea a Ravenna

Hanno messo nel loro simbolo il termine democratico, sottratto immeritatamente ai partiti che hanno sempre saputo cos’è e rispettato la democrazia, ma anche se il look dei veterocomunismi ha subito molti restiling,  le radici e le aspirazioni totalitarie restano le stesse: comandare passando sopra i diritti e la volontà dei cittadini, in nome di un non meglio identificato bene comune, che anche questa volta invece è indirizzato a fare il bene esclusivo di una parte della comunità locale, sfruttando la popolazione all’oscuro dei patteggiamenti segreti e dei fini che si è prefissa la giunta ravennate

Ci aveva già provato la giunta Cofferatti a Bologna a far passare per buona una carognata contro la città e i cittadini donando terreno e favori economici a un gruppo islamico legato all’UCOII, ma grazie all’intervento della Lega Nord e in particolare dell’on. Gianluca Pini, erano venuti alla luce gli inghippi e gli inganni, cioè la massa di irregolarità amministrative, con risvolti anche penali, che arrivavano fino a minare la sicurezza nazionale e mettevano a rischio i rapporti diplomatici con un Paese straniero.  Così anche con la mia partecipazione attiva,volta a informare la cittadinanza sulla realtà della moschea, a Bologna  si è riusciti a fermare l’inganno e ad arginare il danno, che soltanto i bolognesi avrebbero finito per pagare, assieme ai danni erariali che ne derivavano.
 
il documento che attesta il permesso di costruire stilato senza rispettare le leggi vigenti.
A Ravenna, la giunta Matteucci, immancabilmente di sinistra, sta tentando di rifare la stessa cosa della giunta Cofferati e cioè, con un atto apparentemente legale, redatto in una forma che sembra rispettare le leggi e la burocrazia, approfitta della fiducia che i suoi concittadini le hanno conferito, contando sul fatto che il burocratese non è una lingua facile per le persone che non sono esperte di politica e di leggi, ha sferrato a tradimento un colpo mortale alle spalle di coloro che invece il primo cittadino e la sua giunta hanno il dovere di rispettare e di difendere.

Anche questa volta però, l’on. Gianluca Pini si è messo di traverso a questo ennesimo complotto e assieme all’avv. Patrizia Zaffagnini, esperta in diritto e soprattutto esperta costituzionalista, hanno portato alla luce l’ennesimo e gravissimo inganno di quello che è un progetto ormai quasi giunto al termine.  Noi offriamo la nostra disponibilità, anche questa volta, per far conoscere ai cittadini di Ravenna, l’atto burocratico che in realtà è un crimine che sta per essere concluso sulla loro pelle, sapendo bene che in gioco non vi è soltanto l’aspetto economico che rappresenta un vero furto ai danni dei ravennati, ma anche una lesione dei diritti dei cittadini in quanto il Centro Islamico e la Moschea rappresentano un vulnus, una porta al fondamentalismo islamico, dovuto alle massicce immigrazioni sul nostro territorio di persone che hanno dimostrato in ogni circostanza possibile che l’integrazione per loro non è un principio accettabile e la moschea rappresenta l’imposizione della legge islamica dentro un territorio che invece possiede una storia, una cultura, un sistema legale, una costituzione, tutte formule incompatibili con la sharia.

Fermare questo nuovo tentativo di trufa ai danni dei cittadini è un doppio dovere: quello di salvaguardare i diritti dei cittadini italiani e immigrati e quello di salvaguardarte l’economia del Paese Italia, poiché il gravame economico sulla comunità è inaccettabile.

Di seguito troverete alcuni accenni e stralci di documentazione sulla questione moschea a Ravenna.

Adriana Bolchini - Lisistrata



MOSCHEA: PERMESSO DI COSTRUIRE ILLEGITTIMO!
Il permesso di costruire n. 8/2010 per la costruzione della moschea e della nuova sede del Centro di Cultura e di Studi Islamici della Romagna, rilasciato dal Comune di Ravenna- Area Pianificazione territoriale Servizio Gestione urbanistica ed edilizia residenziale pubblica in data 14.01.2010 è inequivocabilmente illegittimo. Il responsabile dell’ufficio comunale, rilasciava il permesso a “titolo gratuito “ ai sensi dell’art 17 del DPR 380/2001 e dell’art 30 della LR 31/2002.
Ripeto a titolo gratuito, ovvero senza il pagamento del contributo degli oneri di concessione dovuto per la costruzione di opere edilizie.
Peccato che la costruzione di una moschea non rientra nei casi di esenzione previsti dall’art 17 DPR 380/2001 e art 30 L 31/2002. Infatti  l’edificio del culto musulmano non rientra nei presupposti dell’art 17 DPR 380/2001 poiché non  è realizzato da un ente “istituzionalmente competente”,  vale a dire enti pubblici, ai quali la realizzazione dell’opera sia demandata in via istituzionale  o anche  , come amplia l’art 30 LR 31/2002 , da organizzazioni non lucrative di utilità sociale ( ONLUS).Inoltre la moschea, per usufruire dell’esenzione , non  rientra certamente nella categoria di opera pubblica o di interesse generale per tutta la collettività. Il Centro di Cultura e Studi Islamici della Romagna (CCSIR), proprietario del terreno e di conseguenza richiedente e titolare del permesso di costruire n. 8/2010, è UN’ASSOCIAZIONE CULTURALE NON RICONOSCIUTA, altro che ente “istituzionalmente competente”. Inoltre l’associazione non è iscritta tra le ONLUS e come semplice soggetto privato, difetta dell’eventuale mandato “costruire per conto” di un ente istituzionale.

In ogni caso, anche a voler essere magnanimi e considerare la moschea un edificio “religioso”, l’esenzione dal pagamento degli oneri non poteva essere concesso alla nuova sede dell’associazione islamica !!  far rigettare la domanda proposta, ma andiamo oltre. Da quando un edificio di culto di una religione che in Italia non beneficia nemmeno del Patto di intesa, e che localmente vanta una percentuale di “presunti “ fedeli di circa 150-200 persone, può ritenersi opera pubblica o di interesse generale, o rientrare nella categoria di chiese ed edifici religiosi? Da quando un’ associazione culturale, la cui sede è richiesta nel permesso a costruire n. 8/2010 congiuntamente alla moschea, che ha come scopo solo ed unicamente la diffusione dei precetti della religione islamica può definirsi ente istituzionale?
Un atto pubblico illegittimo che ha permesso una costruzione fuori-legge, dove i costi di urbanizzazione sono sulle spalle di tutta la comunità ravennate, con un danno erariale evidente. Ancora una volta Ravenna ringrazia Sindaco e Giunta di sinistra!!!!





MOSCHEA: 900MILA EURO DI MATTONI, MA QUANTO CI COSTI???
Il Centro di Cultura e di Studi Islamici della Romagna, unico proprietario del terreno e della erigenda moschea e nuova sede del centro stesso, preventiva sulla pagina di Facebook “ donazione per costruire la moschea di Ravenna” una stima della somma necessaria per costruire l’immobile: 900 MILA EURO.
Posto che il Centro di Cultura e di Studi Islamici della Romagna è un’associazione culturale non riconosciuta PRIVA di qualsiasi fondo, per realizzare il faraonico progetto necessita di 900MILA EURO in donazioni, che forse l’esiguo numero di fedeli islamici ravennate potrebbe raggiungere in 20 anni di duro e faticoso  risparmio.
Allora in poco meno di un anno ( i lavori sono iniziati a giugno 2010) come sono stati “donati” e da chi  ben 900 MILA EURO per la costruzione dell’immobile’?
E su 900 mila euro a quanto ammonta il contributo degli oneri di urbanizzazione che l’ufficio di Edilizia Residenziale Pubblica NON ha richiesto all’associazione islamica??
O per ottenere risposte,  come  indicato dalla dirigente Capo Servizio Urbanistica ed edilizia residenziale pubblica in calce al permesso di costruire n. 8/2010, dovremmo rivolgersi al Pretore, figura giudiziaria che non esiste più dal 1998 o chiedere l’applicazione delle sanzioni penali previste dalla L. 317/1967 , abrogata dalla L. 689/1981???
Se i fedeli islamici ravennati , stimati a grandissime linee in 150-200 persone, sono in grado di risparmiare e donare in un anno ben 900 MILA EURO per la costruzione di moschea e della sede della loro associazione non riconosciuta, beh allora dovremmo rivedere tutte le agevolazioni che vengono loro concesse, case ERP, quote ridotte o esenti negli asili, quote ridotte o esenti pasti mensa, agevolazioni o esenzioni sanitarie, agevolazioni sui canoni di affitto di immobili ecc, perché i veri poveri e bisognosi degli aiuti economici dell’ente locale, alla fine siamo noi ravennati!


Pubblicato il 22/3/2011 alle 15.42 nella rubrica Diario.

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