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L'UNICO MODO PER FARSI NOTARE

 
L'UNICO MODO PER FARSI NOTARE
 
 
 
 
DISORDINI BLACK BLOC A GINEVRA E LOSANNA
 Ginevra, 2 giu. -
 Gli scontri tra manifestanti anti-global hanno animato ieri l'apertura del summit del G8 ad Evian e, come era gia' accaduto a Genova, qualche centinaio di violenti ha messo a ferro e fuoco, per alcune ore, Ginevra e Losanna. Nonostante il cordone stretto attorno alla localita' termale (15km di area off limits per evitare che i manifestanti si avvicinassero a politici e delegati), alcuni contestatori hanno tentato di superare la barriera e provato a impedire ai delegati (a Evian sono giunti anche quelli di 12 Paesi emergenti) di prendere parte al vertice. E per quanto il tono delle manifestazioni fosse generalmente pacifico, alcune centinaia di facinorosi (i quali, esattamente come si era visto a Genova, si muovevano a gruppi di 30-50) hanno seminato panico e distruzione nelle strade delle citta' elvetiche. Gli scontri piu' violenti sono avvenuti a Losanna: con il volto coperto, i manifestanti hanno preso di mira la zona degli hotel dove alloggiano alcune delegazioni e bloccato le strade, dando fuoco alle barricate. La polizia ha risposto con i gas lacrimogeni per disperdere gli assalitori e circondato un accampamento alla sommita' della citta'. Negli scontri e' anche rimasto gravemente ferito un attivista, un britannico di 39 anni, che e' caduto da un cavalcavia alla periferia della citta', lungo l'autostrada Losanna-Ginevra. Sul drammatico incidente e' stata disposta un'inchiesta, ma dalla prima ricostruzione sembra che sia stato proprio un agente della polizia svizzera ad ammettere di aver tagliato inavvertitamente la fune con la quale il giovane si era calato, nel tentativo di appendere uno striscione. A Ginevra, decine di 'Black Bloc' hanno completamente distrutto un distributore di benzina della British Petroleum, mentre altri bloccavano il principale ponte della citta'.

 
 
 
Rissa tra Black bloc e Red skin .

Nella nottata di ieri c'è stata una rissa scoppiata al centro sociale L'Usine, che in questi giorni di G8 ospita il Media Center di Indymedia. 
La notte scorsa, secondo quanto riferiscono attivisti del movimento italiano, al centro era in corso una festa con musica dal vivo organizzata dai Red Skins, skinheads ma di estrema sinistra. Dopo aver devastato la città, alcuni gruppi di black bloc hanno fatto visita al centro sociale, approfittando della folla per cambiarsi d'abito ed evadere così i controlli della Polizia. A quel punto è scoppiata la rissa. 
 Raccontano fonti di movimento che i Red Skins, irritati dalla presenza 'abusiva' nel centro sociale, non ci hanno pensato due volte a pestare i casseurs. La situazione di disordine al centro sociale, all'interno del quale erano presenti anche alcuni attivisti italiani di Indymedia, ha provocato un'atmosfera di prolungata tensione anche nelle zone limitrofe, per esempio vicino alla casa delle associazioni, il punto dove si trovavano i Disobbedienti italiani. E come se ciò non bastasse alcuni gruppi di estrema destra si sono aggirati più volte sia davanti al centro sociale che davanti alla casa delle associazioni. 
 A quanto si apprende da fonti di movimento, al centro sociale la Polizia sarebbe arrivata solo alla fine della rissa. Non ne sono scaturiti disordini.
 
Ginevra, 1 giugno 2003

I manifestanti anti G8 sono riusciti a bloccare dall'alba a Ginevra quattro dei sei ponti sul lago di Lemam. Uno dei blocchi, sul ponte Lille, è stato attuato dai disobbedienti italiani. Gli altri tre sono bloccati rispettivamente, dai black bloc, dai pacifisti pink, e da manifestanti curdi, greci e polacchi. Obiettivo dei blocchi è intralciare il tragitto dei delegati al G8 di Evian. 
 Intanto, secondo le voci che circolano nel movimento, a Losanna, diversi gruppi di black bloc avrebbero messo a ferro e fuoco la città distruggendo vetrine e incendiando negozi.
G8.
 
 
Ginevra, 1 giugno 2003
 
Teppisti in azione stanotte nelle strade del centro di Ginevra: circa 300 persone, alcune delle quali indossavano passamontagna, hanno cominciato a demolire vetrine di vari negozi nel centro città, hanno riferito testimoni sul posto. 
       "Si muovono rapidamete, in gruppo. In tutto - ha confermato un portavoce della polizia locale - decine di negozi e sedi di attività commerciali sono stati gravemente dannegiati. Ci sono stati incendi e saccheggi. Le forze dell'ordine sono intervenute. Anche i pompieri giunti sul posto per spegnere le fiamme sono stati aggrediti", ha detto il portavoce della polizia Jacques Volery.
Gli incidenti sono scoppiati verso le 23.30 in diversi punti della città, a poche ore della manifestazione transfrontaliera degli anti-G8 in programma ad Annemasse (Francia) e Ginevra. Gruppi di 'casseurs' hanno frantumato le vetrine di numerosi negozi ed altre vetrate e saccheggiato vetture. 
 Nel mirino dei 'casseurs' anche l'Hotel de Ville (sede dell'esecutivo cantonale) e l'Hotel des finances, ha affermato un portavoce della polizia. Sarebbe stata data alle fiamme anche una pompa di benzina. 
   In un comunicato, la 'Maison des Association', punto di ritrovo degli altermondialisti ha preso le distanze da quelli che ha definito "stupidi comportamenti".
G8. Scontri tra manifestanti e polizia ad Annemasse
 
Annemasse, 31 maggio 2003
 
Alcune centinaia di giovani partiti dal villaggio allestito alla periferia di Annemasse in occasione del vertice del G8 in programma a Evian da domani,  si sono diretti verso il Centro congressi, con l'intento di  contestare lo svolgimento di un riunione organizzata dal partito socialista locale alla quale avrebbe dovuto partecipare anche Susan George, vice presidente dell'organizzazione non governativa Attac. Alla base di tutto c'è la decisione di Attac e altri moderati del movimento No Global di recarsi ad Evian domani per presentare un loro documento ai Grandi. Una mossa per niente digerita non solo dagli anarchici, ma anche dalle altre componenti più radicali del movimento antiglobalizzazione.
Ai manifestanti è stato impedito l'accesso e nel corso di alcuni tafferugli le vetrate del Centro congressi sono andate in frantumi. La polizia è intervenuta in forze per allontanare i manifestanti, ricorrendo anche ai gas lacrimogeni. I no-global si sono dispersi senza però abbandonare il posto.
Alcune persone che si apprestavano ad assistere alla tavola rotonda al Centro congressi hanno deplorato l'azione degli ultrà, che "non sanno ricorrere al dialogo" - hanno detto.
 
 
 

Pubblicato il 1/6/2003 alle 12.24 nella rubrica No "No Global".

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