.
Annunci online

  Controcorrente [ " Se pur circondato non è ancora preso" ]
 
 
         
 


Ultime cose
Il mio profilo


http://www.sat24.com/eu
Geert Wilders
ELISABETH SABADITSCH
Pro-Koeln
SIOE
Vlaams Belang
INTERNATIONAL FREE PRESS SOCETY
VIGILANT FREEDOM
CENTER FOR SECURITY POLICY
ACT ! FOR AMERICA
Wafa Sultan
http://www.englishdefenceleague.org/
Apostate of islam
Adriana Bolchini
Pietro Luigi Crasti
FORMER MUSLIMS UNITED
OSSERVATORIO DEL DIRITTO ITALIANO E INTERNAZIONALE
Fondazione Lepanto
ON.SOUAD SBAI
ON.FIAMMA NIRENSTEIN
ON.RICCARDO DE CORATO
ON.MARCO ZACCHERA
ControCorrente2
ControCorrente3
ControCorrente4
PressAgencyFreeLand
Movimiento Estudiantil Venezuela
Stop Ahmadinejad
FORT
Mefisto
Giornalaio
antibassolino
ArtisticaMente
Barbara di Salvo
Don Fortunato Di Noto
Edizioni Lindau: www.lindau.it
IL BERRETTO A SONAGLI
Tomari
Terror haza
Un posto nel mondo
KRITIKON
FOTOGRAMMA
ORSA MAGGIORE
Libera Cuba
Sarcastycon


CERCANO CASA
liberacuba
SANE
Non porgiamo l'altra guancia
300705
USCIRE DALL'ISLAM
A DESTRA
Against Terror
AURORA86
ANTIKOMUNISTA
australia
AUTOCERTIFICAZIONI
ANGELO ROSSI EMANUELE
America
Aqua
Autorità per le Garanzie.
ANTI-NO-GLOBAL
BBC-NEWS
BIETTI DAL 1870
BARLETTA LIBERALE
CONTROCORRENTE-2
CONTROCORRENTE-SATIRA
COSTITUZIONE ITALIANA E CORTE COSTITUZIONALE
COX & FORKUM
CAMERA DEI DEPUTATI
CALIMERO
CREONTE
Capperi
Censurarossa
Conservatori Italiani
CARLO MENEGANTE
Congressional Medal of Honor
DANIEL PIPES
DAW
D-DAY-NORMANDY
D-DAY-NORMANDY
D-DAY-NORMANDY
DEMOCRAZIA LIBERALE
DONNA IRAKENA
ENCUENTRO
EDICOLA GLOBALE
EROE DI PACE
EBRAISMO
Esperimento
FORZE LIBANESI
FORATTINI
FOX-NEWS
FREE IRAN -NEWS
FOIBE
FREE THOUGHTS
Grende
GIOVANNA GIACOMAZZI
Gaetano Saglimbeni
GOOGLE NEWS
GOOGLE
GODADO
GOVERNO ITALIANO
Gino
HURRICANE
il veliero
IO ESISTO
ITALIA SVEGLIATI
ITALIANS
IRANIANI
ITALIANI LIBERI
IL VELINO
Ideazione blog
Il Principe
IRAN-VA-JAHAN
IRAQ LIBERO
IRAQI VOICES
IRAK-PROVISIONAL -AUTHORITY
IL GIULIVO
IRANIAN
Krillix
KUWAIT ERA L'INFERNO
LIBERTA' DI PENSIERO
LIBERALI
L'asse CATTOLICO-COMUNISTA -ISLAMICO E LA CANCELLAZIONE DELL'OCCIDENTE IN EUROPA
LISISTRATA
LIBERO
Libertà per il Popolo Cubano
La Radice
Lilit
Libertà per il Popolo Tibetano
L'ISLAM CONTRO L'ITALIA
LIBERALI PER ISRAELE
LE COSE DA DIRE
LISISTRATA
LA ZANZARA DISPETTOSA
Liberi-Insieme
LAGER
Mai dire Blog

MIOCUGGINO
MICHAEL YON
MESSINA FORTIFICATA
MEDEA
MUSEIONLINE
MOVIMENTIAMOCI
Maralai
Marci
MONTAGNARD
NET FOR CUBA
Nilus
NESSIE
NON SOLO PAROLE
ORSA MAGGIORE
ORPHEUS
OLOKAUSTOS
Oggi
Puravita
PIANETA GULAG
PIER LUIGI BAGLIONI
PERICLES
PENSIERO LIBERO
Per Non Dimenticare le Vittime del Terrorismo
PULSE-24
PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA
PAGINE BIANCHE
politically-scorrect
QUOTIDIANI INTERNAZIONALI
REPRESSIONE A CUBA
Respublica
SCLERETTA
STORIA
ShockAndAwe
Sorvegliato Speciale
SUPPORT OUR TROOPS
STOP FGM
SUSSIDIARIO
SENATO
SANTA SEDE
SHOCKANDAWE
SALVARE L'ITALIA PRIMA CHE SCOMPAIA
SOLIDARIETA' ALLE DONNE IRANIANE
TREDICI MAGGIO
TRADUTTORE
Tea
TRE TIGRI
Tania Rocha
UN ITALIANO A CUBA
Unione per le Libertà
Una voce che urla nel deserto
UNIONE EUROPEA
Unione per le Libertà a Cuba
VIRUS IL GIORNALE ON LINE
VIRGILIO
VOCI DELL'IRAQ LIBERO
Victims of Saddam's Regime
Web Cam Times Square di New York
WEB CAM MOSCA
Web Cam Muro del Pianto Gerusalemme
Web Cam Mare delle Antille
Web-The Statue of Liberty
WEBCAM -TORONTO
YAHOO
YONI
1972


TORONTO WEB CAM
FAITHFREEDOM

POLIZIA DI STATO
CARABINIERI
GUARDIA DI FINANZA
Earth Cam Ground Zero
Sindacato Autonomo Polizia

cerca
letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
 


28 luglio 2005

La destra e la sinistra vogliono dialogare con paesi islamici moderati

La destra e la sinistra vogliono dialogare con i paesi islamici moderati (paesi  che non credo esistano).Se esistessero paesi islamici moderati di contropasso dovrebbero esistere paesi islamici non moderati ...vogliamo sapere i nomi di quelli che loro considerano moderati e di quelli che sempre loro considerano non moderati.




permalink | inviato da il 28/7/2005 alle 15:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


28 luglio 2005

PAESI ISLAMICI MODERATI?E QUALI SONO?

PAESI ISLAMICI MODERATI?
 
E QUALI SONO?
PAESI ISLAMICI CHE
  SONO RETTI O  DA UN REGIME MILITARE,
O DA UNA DITTATURA DI TIPO ASSOLUTISTA, 
O DA UNA MONARCHICA  
SEMPRE A CARATTERE DITTATORIALE
DI TIPO MILITARE.
 
 PAESI ISLAMICI MODERATI?
PAESI E LEGGI CHE CONDANNANO IL
RAPPORTO OMOSESSUALE

Algeria
L'art. 338 prevede fino a 3 anni di reclusione e un'ammenda.

Arabia Saudita
L'omosessualità è punita con la pena di morte.
Esecuzioni capitali in Arabia Saudita (GB)

Bahrain

Recentemente è stata attivata la legge islamica, ma l'art. 337 prevede
 la deportazione e fino a 10 anni di reclusione.

Bangladesh
L'art. 377 del codice penale prevede la prigione a vita.

Cecenia
L'omosessualità è punita con la morte.

Djibouti

L'omosessualità è illegale e punita prigione.

Egitto
Non vi è un vero e proprio articolo contro l'omosessualità, ma i
 gay sono condannati giuridicamente

 perché lesivi della pubblica morale con pene da 1 a 5 anni e con
 invii ai lavori forzati.

Fatti accaduti in Egitto

Emirati Arabi Uniti
L'art. 354 del codice penale federale prevede la pena di morte.
 L'art. 80 del codice di Abu Zhabi prevede

 la prigione fino a 14 anni, mentre il codice penale di Dubai
prevede la reclusione fino a 10 anni (art. 177 del codice penale).

Giordania
Gli atti omosessuali sono severamente proibiti e la pena
consiste nella reclusione.

Iran
Per i maschi, la morte. Per i minorenni, 74 fustigate, per le
femmine, 100 fustigate. Articoli 108 - 113 cod. penale.

Kenia
Gli articoli 162 e 165 del codice penale condannano l'omosessualità
come crimine contro-natura con la prigione da 5 a 14 anni..

Kwait
L'art. 193 del codice penale prevede la reclusione fino a 7 anni.

Libia
In base all'art. 407 del codice penale è previsto l'imprigionamento da 3 a 5 anni.

Malesia
Art. 377 del codice penale: la condanna prevede fino a 20 anni di
carcere e una multa in denaro.

Marocco
L'omosessualità è illegale anche in Marocco, dove la pena
 prevista dall'articolo

489 del codice penale prevede una condanna alla reclusione da
6 mesi a tre anni, più il pagamento di una multa.

Mauritania
Dall'introduzione della Sharia, la pena prevista è la morte.

Nigeria
Condanna a morte (il condannato viene schiacciato da una parete
 spintagli addosso dal boia).

Oman
In base all'art. 33  del codice penale, l'atto omosessuale è punito
con la prigione da 6 mesi a un anno.

Pakistan
100 fustigate o morte per lapidazione.

Qatar
L'art. 201 del codice penale prevede fino a 5 anni di prigione.

Senegal
L'art. 319 del codice penale prevede la reclusione da 1 a 5
anni e una multa.

Somalia
Art. 409 del codice penale: carcere da 3 mesi a 3 anni.

Siria
E' prevista la prigione, in base all'art. 520 del codice penale,
 fino a 3 anni.

Sudan
In base all'art. 316 del codice penale, la pena prevista varia
da 100 fustigate alla pena capitale.

Tagikistan
L'omosessualità è illegale, art. 125.1 (ex 121 dell'URSS).

Tunisia
L'omosessualità è illegale, ma tollerata. L'art. 330 del codice
penale prevede fino a 3 anni di carcere.

Uzbekistan
L'art. 120 del codice penale del codice penale del 1995 prevede
 la reclusione fino a 3 anni.

Yemen
Pena di morte,  viene applicata la Sharia.




permalink | inviato da il 28/7/2005 alle 12:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


16 luglio 2005

Il Nemico terrorista che trattano da amico


Il nemico che trattiamo da amico (Oriana Fallaci oggi sul Corriere)

Ora mi chiedono: «Che cosa dice, che cosa ha da dire, su quello che è successo a Londra?». Me lo chiedono a voce, per fax, per email, spesso rimproverandomi perché finoggi sono rimasta zitta. Quasi che il mio silenzio fosse stato un tradimento. E ogni volta scuoto la testa, mormoro a me stessa: cos’altro devo dire?!? Sono quattr’anni che dico. Che mi scaglio contro il Mostro deciso ad eliminarci fisicamente e insieme ai nostri corpi distruggere i nostri principii e i nostri valori. La nostra civiltà.

Sono quattr’anni che parlo di nazismo islamico, di guerra all’Occidente, di culto della morte, di suicidio dell’Europa. Un’Europa che non è più Europa ma Eurabia e che con la sua mollezza, la sua inerzia, la sua cecità, il suo asservimento al nemico si sta scavando la propria tomba. Sono quattr’anni che come una Cassandra mi sgolo a gridare «Troia brucia, Troia brucia» e mi dispero sui Danai che come nell’Eneide di Virgilio dilagano per la città sepolta nel torpore. Che attraverso le porte spalancate accolgono le nuove truppe e si uniscono ai complici drappelli. Quattr’anni che ripeto al vento la verità sul Mostro e sui complici del Mostro cioè sui collaborazionisti che in buona o cattiva fede gli spalancano le porte.

Che come nell’Apocalisse dell’evangelista Giovanni si gettano ai suoi piedi e si lasciano imprimere il marchio della vergogna. Incominciai con «La Rabbia e l’Orgoglio». Continuai con «La Forza della Ragione». Proseguii con «Oriana Fallaci intervista sé stessa» e con «L’Apocalisse». E tra l’uno e l’altro la predica «Sveglia, Occidente, sveglia». I libri, le idee, per cui in Francia mi processarono nel 2002 con l’accusa di razzismo-religioso e xenofobia. Per cui in Svizzera chiesero al nostro ministro della Giustizia la mia estradizione in manette. Per cui in Italia verrò processata con l’accusa di vilipendio all’Islam cioè reato di opinione. (Reato che prevede tre anni di galera, quanti non ne riceve l’islamico sorpreso con l’esplosivo in cantina).

Libri, idee, per cui la Sinistra al Caviale e la Destra al Fois Gras ed anche il Centro al Prosciutto mi hanno denigrata vilipesa messa alla gogna insieme a coloro che la pensano come me. Cioè insieme al popolo savio e indifeso che nei loro salotti viene definito dai radical-chic «plebaglia-di-destra». Sì, è vero: sui giornali che nel migliore dei casi mi opponevano farisaicamente la congiura del silenzio ora appaiono titoli composti coi miei concetti e le mie parole. Guerra-all’Occidente, Culto-della-Morte, Suicidio-dell’Europa, Sveglia-Italia-Sveglia. Sì, è vero: sia pur senza ammettere che non avevo torto l’ex segretario della Quercia ora concede interviste nelle quali dichiara che questi-terroristi-vogliono-distruggere-i-nostri-valori, che questo- stragismo-è-di-tipo-fascista-ed-esprime-odio-per-la-nostra-c iviltà». Sì, è vero: parlando di Londonistan, il quartiere dove vivono i ben settecentomila musulmani di Londra, i giornali che prima sostenevano i terroristi fino all’apologia di reato ora dicono ciò che dicevo io quando scrivevo che in ciascuna delle nostre città esiste un’altra città. Una città sotterranea, uguale alla Beirut invasa da Arafat negli anni Settanta. Una città straniera che parla la propria lingua e osserva i propri costumi, una città musulmana dove i terroristi circolano indisturbati e indisturbati organizzano la nostra morte.

Del resto ora si parla apertamente anche di terrorismo-islamico, cosa che prima veniva evitata con cura onde non offendere i cosiddetti musulmani moderati. Sì, è vero: ora anche i collaborazionisti e gli imam esprimono le loro ipocrite condanne, le loro mendaci esecrazioni, la loro falsa solidarietà coi parenti delle vittime. Si, è vero: ora si fanno severe perquisizioni nelle case dei musulmani indagati, si arrestano i sospettati, magari ci si decide ad espellerli. Ma in sostanza non è cambiato nulla.

Nulla. Dall’antiamericanismo all’antioccidentalismo al filoislamismo, tutto continua come prima. Persino in Inghilterra. Sabato 9 luglio cioè due giorni dopo la strage la BBC ha deciso di non usare più il termine «terroristi», termine-che-esaspera-i-toni-della-Crociata, ed ha scelto il vocabolo «bombers». Bombardieri, bombaroli. Lunedì 11 luglio cioé quattro giorni dopo la strage il Times ha pubblicato nella pagina dei commenti la vignetta più disonesta ed ingiusta ch’io abbia mai visto. Quella dove accanto a un kamikaze con la bomba si vede un generale anglo-americano con un’identica bomba. Identica nella forma e nella misura. Sulla bomba, la scritta: «Killer indiscriminato e diretto ai centri urbani». Sulla vignetta, il titolo: «Spot the difference, cerca la differenza».

Quasi contemporaneamente, alla televisione americana ho visto una giornalista del Guardian , il quotidiano dell’estrema sinistra inglese, che assolveva l’apologia di reato manifestata anche stavolta dai giornali musulmani di Londra. E che in pratica attribuiva la colpa di tutto a Bush. Il-criminale, il- più-grande-criminale-della-Storia, George W. Bush. «Bisogna capirli». Cinguettava «la politica americana li ha esasperati. Se non ci fosse stata la guerra in Iraq...». (Giovanotta, l’11 settembre la guerra in Iraq non c’era. L’11 settembre la guerra ce l’hanno dichiarata loro. Se n’è dimenticata?). E contemporaneamente ho letto su Repubblica un articolo dove si sosteneva che l’attacco alla subway di Londra non è stato un attacco all’Occidente. E’ stato un attacco che i figli di Allah hanno fatto contro i propri fantasmi. Contro l’Islam «lussurioso» (suppongo che voglia dire «occidentalizzato») e il cristianesimo «secolarizzato».
 
Contro i pacifisti indù e la-magnifica-varietà-che-Allah-ha-creato. Infatti, spiegava, in Inghilterra i musulmani sono due milioni e nella metropolitana di Londra non-trovi-un-inglese-nemmeno-a-pagarlo-oro. Tutti in turbante, tutti in kefiah. Tutti con la barba lunga e il djellabah. Se-ci-trovi-una-bionda-con-gli-occhi-azzurri-è-una-circassa» . (Davvero?!? Chi l’avrebbe mai detto!!! Nelle fotografie dei feriti non scorgo né turbanti né kefiah, né barbe lunghe né djellabah. E nemmeno burka e chador. Vedo soltanto inglesi come gli inglesi che nella Seconda Guerra Mondiale morivano sotto i bombardamenti nazisti. E leggendo i nomi dei dispersi vedo tutti Phil Russell, Adrian Johnson, Miriam Hyman, più qualche tedesco o italiano o giapponese. Di nomi arabi, finoggi, ho visto soltanto quello di una giovane donna che si chiamava Shahara Akter Islam).
***
Continua anche la fandonia dell’Islam «moderato», la commedia della tolleranza, la bugia dell’integrazione, la farsa del pluriculturalismo. Vale a dire delle moschee che esigono e che noi gli costruiamo. Nel corso d’un dibattito sul terrorismo, al consiglio comunale di Firenze lunedì 11 luglio il capogruppo diessino ha dichiarato: «E’ ora che anche a Firenze ci sia una moschea». Poi ha detto che la comunità islamica ha esternato da tempo la volontà di costruire una moschea e un centro culturale islamico simili alla moschea e al centro culturale islamico che sorgeranno nella diessina Colle val d’Elsa. Provincia della diessina Siena e del suo filo-diessino Monte dei Paschi, già la banca del Pci e ora dei Ds. Bé, quasi nessuno si è opposto. Il capogruppo della Margherita si è detto addirittura favorevole. Quasi tutti hanno applaudito la proposta di contribuire all’impresa coi soldi del municipio cioé dei cittadini, e l’assessore all’urbanistica ha aggiunto che da un punto di vista urbanistico non ci sono problemi. «Niente di più facile». Episodio dal quale deduci che la città di Dante e Michelangelo e Leonardo, la culla dell’arte e della cultura rinascimentale, sarà presto deturpata e ridicolizzata dalla sua Mecca.

Peggio ancora: continua la Political Correctness dei magistrati sempre pronti a mandare in galera me e intanto ad assolvere i figli di Allah. A vietarne l’espulsione, ad annullarne le (rare) condanne pesanti, nonché a tormentare i carabinieri o i poliziotti che con loro gran dispiacere li arrestano. Milano, pomeriggio dell’8 luglio cioé il giorno dopo la strage di Londra. Il quarantaduenne Mohammed Siliman Sabri Saadi, egiziano e clandestino, viene colto senza biglietto sull’autobus della linea 54. Per effettuare la multa i due controllori lo fanno scendere e scendono con lui. Gli chiedono un documento, lui reagisce ingaggiando una colluttazione. Ne ferisce uno che finirà all’ospedale, scappa perdendo il passaporto, ma la Volante lo ritrova e lo blocca. Nonostante le sue resistenze, dinanzi a una piccola folla lo ammanetta e nello stesso momento ecco passare una signora che tutta stizzita vuole essere ascoltata come testimone se il poverino verrà processato ed accusato di resistenza. I poliziotti le rispondono signora-ci-lasci-lavorare, e allora lei allunga una carta di identità dalla quale risulta che è un magistrato. Sicché un po’ imbarazzati ne prendono atto poi portano Mohammed in questura e qui... Bé, invece di portarlo al centro di permanenza temporanea dove (anziché in galera) si mettono i clandestini, lo lasciano andare invitandolo a presentarsi la prossima settimana al processo cui dovrà sottoporsi per resistenza all’arresto e lesioni a pubblico ufficiale. Lui se ne va, scompare (lo vedremo mai più?) e indovina chi è la signora tutta stizzita perché lo avevano ammanettato come vuole la prassi.

La magistrata che sette mesi fa ebbe il suo piccolo momento di celebrità per aver assolto con formula piena tre musulmani accusati di terrorismo internazionale e per aver aggiunto che in Iraq non c’è il terrorismo, c’è la guerriglia, che insomma i tagliateste sono Resistenti. Sì, proprio quella che il vivace leghista Borghezio definì «una vergogna per Milano e per la magistratura». E indovina chi anche oggi la loda, la difende, dichiara ha-fatto-benissimo. I diessini, i comunisti, e i soliti verdi.
Continua anche la panzana che l’Islam è una religione di pace, che il Corano predica la misericordia e l’amore e la pietà. Come se Maometto fosse venuto al mondo con un ramoscello d’ulivo in bocca e fosse morto crocifisso insieme a Gesù. Come se non fosse stato anche lui un tagliateste e anziché orde di soldati con le scimitarre ci avesse lasciato san Matteo e san Marco e san Luca e san Giovanni intenti a scrivere gli Evangeli.

Continua anche la frottola dell’Islam vittima-dell’Occidente. Come se per quattordici secoli i musulmani non avessero mai torto un capello a nessuno e la Spagna e la Sicilia e il Nord Africa e la Grecia e i Balcani e l’Europa orientale su su fino all’Ucraina e alla Russia le avesse occupate la mia bisnonna valdese. Come se ad arrivare fino a Vienna e a metterla sotto assedio fossero state le suore di sant’Ambrogio e le monache Benedettine. Continua anche la frode o l’illusione dell’Islam Moderato.

Con questa, il tentativo di farci credere che il nemico è costituito da un’esigua minoranza e che quella esigua minoranza vive in paesi lontani. Bé, il nemico non è affatto un’esigua minoranza. E ce l’abbiamo in casa. Ce l’avevamo in casa l’11 settembre del 2001 cioé a New York. Ce l’avevamo in casa l’11 marzo del 2004 cioé a Madrid. Ce l’avevamo in casa l’1, il 2, il 3 settembre del medesimo anno a Beslan dove si divertirono anche a fare il tiro a segno sui bambini che dalla scuola fuggivano terrorizzati, e di bambini ne uccisero centocinquanta.

Ce l’avevamo in casa il 7 luglio scorso cioé a Londra dove i kamikaze identificati erano nati e cresciuti. Dove avevano studiato finalmente qualcosa, erano vissuti finalmente in un mondo civile, e dove fino alla sera precedente s’eran divertiti con le partite di calcio o di cricket. Ce l’abbiamo in casa da oltre trent’anni, perdio. Ed è un nemico che a colpo d’occhio non sembra un nemico. Senza la barba, vestito all’occidentale, e secondo i suoi complici in buona o in malafede perfettamente-inserito-nel-nostro-sistema-sociale. Cioé col permesso di soggiorno.

Con l’automobile. Con la famiglia. E pazienza se la famiglia è spesso composta da due o tre mogli, pazienza se la moglie o le mogli le fracassa di botte, pazienza se non di rado uccide la figlia in blue jeans, pazienza se ogni tanto suo figlio stupra la quindicenne bolognese che col fidanzato passeggia nel parco.
***
E’ un nemico che trattiamo da amico. Che tuttavia ci odia e ci disprezza con intensità. Tale intensità che verrebbe spontaneo gridargli: se siamo così brutti, così cattivi, così peccaminosi, perché non te ne torni a casa tua? Perché stai qui? Per tagliarci la gola o farci saltare in aria? Un nemico, inoltre, che in nome dell’umanitarismo e dell’asilo politico (ma quale asilo politico, quali motivi politici?) accogliamo a migliaia per volta anche se i Centri di Accoglienza straripano, scoppiano, e non si sa più dove metterlo. Un nemico che in nome della «necessità» (ma quale necessità, la necessità di riempire le strade coi venditori ambulanti e gli spacciatori di droga?) invitiamo anche attraverso l’Olimpo Costituzionale.

«Venite, cari, venite. Abbiamo tanto bisogno di voi». Un nemico che per partorire non ha bisogno della procreazione assistita, delle cellule staminali. Il suo tasso di natalità è così alto che secondo il National Intelligence Council alla fine di quest’anno la popolazione musulmana in Eurabia risulterà raddoppiata. Un nemico che le moschee le trasforma in caserme, in campi di addestramento, in centri di reclutamento per i terroristi, e che obbedisce ciecamente all’imam (però guai se arresti l’imam. Peggio ancora, se qualche agente della Cia te lo toglie dai piedi col tacito consenso dei nostri servizi segreti). Un nemico che in virtù della libera circolazione voluta dal trattato di Schengen scorrazza a suo piacimento per l’Eurabia sicché per andare da Londra a Marsiglia, da Colonia a Milano o viceversa, non deve esibire alcun documento. Può essere un terrorista che si sposta per organizzare o materializzare un massacro, può avere addosso tutto l’esplosivo che vuole: nessuno lo ferma, nessuno lo tocca.

(Ma quando in seguito alla strage di Londra la Francia denuncia il trattato di Schengen e perfino la Spagna zapatera pensa di imitarla, l’Italia e gli altri paesi europei rispondono scandalizzati no no). Un nemico che appena installato nelle nostre città o nelle nostre campagne si abbandona alle prepotenze ed esige l’alloggio gratuito o semi-gratuito nonché il voto e la cittadinanza. Tutte cose che ottiene senza difficoltà.
Un nemico che protetto dalla Sinistra al Caviale e dalla Destra al Fois Gras e dal Centro al Prosciutto ciancia, appunto, di integrazione e pluriculturalismo ma intanto ci impone le proprie regole e i propri costumi. Che bandisce il maiale dalle mense delle scuole, delle fabbriche, delle prigioni. Che aggredisce la maestra o la preside perché una scolara bene educata ha gentilmente offerto al compagno di classe musulmano la frittella di riso al marsala cioé «col liquore». E-attenta-a-non-ripeter-l’oltraggio. Un nemico che negli asili vuole abolire anzi abolisce il Presepe e Babbo Natale. Che il crocifisso lo toglie dalle aule scolastiche, lo getta giù dalle finestre degli ospedali, lo definisce «un cadaverino ignudo e messo lì per spaventare i bambini musulmani». (Parlo, s’intende, dell’arabo con la cittadinanza italiana che mi ha denunciato per vilipendio all’Islam.

Che contro di me ha scritto un lercio e sgrammaticato libello dove elencando quattro sure del Corano chiede ai suoi correligionari di eliminarmi, che per le sue malefatte non è mai stato o non ancora processato). Un nemico che in Inghilterra s’imbottisce le scarpe di esplosivo onde far saltare in aria il jumbo del volo Parigi-Miami. (Parlo, s’intende, dell’arabo con la cittadinanza inglese che per puro miracolo beccarono sulla American Airlines). Un nemico che ad Amsterdam uccide Theo van Gogh colpevole di girare documentari sulla schiavitù delle musulmane e che dopo averlo ucciso gli apre il ventre, ci ficca dentro una lettera con la condanna a morte della sua migliore amica. (Parlo, s’intende, dell’arabo con cittadinanza olandese che probabilmente anzi spero verrà condannato all’ergastolo e che al processo ha sibilato alla mamma di Theo: «Io non provo alcuna pietà per lei. Perché lei è un’infedele»). Il nemico, infine, per il quale trovi sempre un magistrato clemente cioé pronto a scarcerarlo. E che i governi eurobei (ndr: non si tratta d’un errore tipografico, voglio proprio dire eurobei non europei) non espellono neanche se è clandestino.
***
Continua anche il discorso sul Dialogo delle due Civiltà. Ed apriti cielo se chiedi qual è l’altra civiltà, cosa c’è di civile in una civiltà che non conosce neanche il significato della parola libertà. Che per libertà, hurryya, intende «emancipazione dalla schiavitù». Che la parola hurryya la coniò soltanto alla fine dell’Ottocento per poter firmare un trattato commerciale. Che nella democrazia vede Satana e la combatte con gli esplosivi, le teste tagliate. Che dei Diritti dell’Uomo da noi tanto strombazzati e verso i musulmani scrupolosamente applicati non vuole neanche sentirne parlare. Infatti rifiuta di sottoscrivere la Carta dei Diritti Umani compilata dall’Onu e la sostituisce con la Carta dei Diritti Umani compilata dalla Conferenza Araba. Apriti cielo anche se chiedi che cosa c’è di civile in una civiltà che tratta le donne come le tratta. L’Islam è il Corano, cari miei. Comunque e dovunque. E il Corano è incompatibile con la Libertà, è incompatibile con la Democrazia, è incompatibile con i Diritti Umani.

E’ incompatibile col concetto di civiltà. E visto che ho toccato questo argomento mi ascolti bene, signor giudice di Bergamo che ha voluto incriminarmi per vilipendio all’Islam ma che non ha mai incriminato il mio persecutore per vilipendio al Cristianesimo. Nonché per istigazione all’omicidio. (Il mio). Mi ascolti e mi condanni pure. Mi infligga pure quei tre anni di reclusione che i magistrati italiani non infliggono nemmeno ai terroristi islamici beccati con l’esplosivo in cantina. Il suo processo è inutile. Finché avrò un filo di fiato io ripeterò ciò che ho scritto nei miei libri e che riscrivo qui. Non mi sono mai fatta intimidire, non mi faccio mai intimidire dalle minacce di morte e dalle persecuzioni, dalle denigrazioni, dagli insulti contro i quali Lei si è guardato bene dal proteggermi anche come semplice cittadino. Quindi si figuri se mi faccio intimidire da Lei che mi nega il costituzionale diritto di pensare ed esprimere la mia opinione. Però, prima del processo, una curiosità me la deve togliere. Nella cella mi ci terrà tutta sola o coi carabinieri che lo Stato Italiano mi ha cortesemente imposto affinché non venga ammazzata come Biagi o come Theo van Gogh? Glielo chiedo perché il ministro degli Interni dice che nelle nostre carceri oltre il cinquanta per cento dei detenuti sono musulmani, e suppongo che di quei carabinieri avrei più bisogno in galera che a casa mia. (Quanto a voi, signori del Parlamento, congratulazioni per aver respinto la proposta del ministro della Giustizia: abolire il reato di opinione.

E particolari congratulazioni all’onorevole di Alleanza Nazionale che oltre ad aver gestito quel rifiuto ha chiesto di abolire il reato d’apologia del fascismo).
Continua anche l’indulgenza che la Chiesa Cattolica (del resto la maggiore sostenitrice del Dialogo) professa nei riguardi dell’Islam. Continua cioé la sua irremovibile irriducibile volontà di sottolineare il «comune patrimonio spirituale fornitoci dalle tre grandi religioni monoteistiche». Quella cristiana, quella ebraica, quella islamica. Tutte e tre basate sul concetto del Dio Unico, tutte e tre ispirate da Abramo.

Il buon Abramo che per ubbidire a Dio stava per sgozzare il suo bambino come un agnello. Ma quale patrimonio in comune?!? Allah non ha nulla in comune col Dio del Cristianesimo. Col Dio padre, il Dio buono, il Dio affettuoso che predica l’amore e il perdono. Il Dio che negli uomini vede i suoi figli. Allah è un Dio padrone, un Dio tiranno. Un Dio che negli uomini vede i suoi sudditi anzi i suoi schiavi. Un Dio che invece dell’amore insegna l’odio, che attraverso il Corano chiama cani-infedeli coloro che credono in un altro Dio e ordina di punirli. Di soggiogarli, di ammazzarli. Quindi come si fa a mettere sullo stesso piano il cristianesimo e l’islamismo, come si fa a onorare in egual modo Gesù e Maometto?!?
 Corriere di oggi




permalink | inviato da il 16/7/2005 alle 18:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa


28 maggio 2005

Oriana Fallaci .Solidarietà da tutto il mondo per il clamoroso rinvio a giudizio

Oriana Fallaci processa il processo di Bergamo e l’accusatore Adel Smith 

In Tribunale non andrà “manco morta”.
 Solidarietà da tutto il mondo per il clamoroso rinvio a giudizio 
 
New York. “Questo processo non è contro di me” dice Oriana Fallaci. “Non è neanche il processo di un giudice in cerca di pubblicità, di un signore che esce dal suo minuscolo cosmo di provincia e finalmente vede il suo nome pubblicato sui giornali. E’ un processo che mira a creare un Caso, il Caso Fallaci. Cioè un processo che mira a condannare una persona nota per poterne condannare altre. Io sarò condannata. E in certo senso, paradossalmente, sarà un bene. Una cosa che gioverà a chiarire le cose, a dimostrare che stiamo perdendo la libertà. Perché la mia condanna non si limiterà a soddisfare la vanità di certi magistrati, ossia i magistrati che incapaci di separare la Legge dalle loro scelte ideologiche o partitiche vorrebbero sostituirsi al potere politico. Ed aprirà un varco che a cuor leggero consentirà di condannare per reato d’opinione coloro che, contrariamente ai magistrati, hanno il diritto e il dovere di prendere pubblica posizione. Giornalisti, scrittori, intellettuali, cittadini che rifiutano il Politically Correct e osano andare controcorrente. Sa, non è la prima volta che vengo usata per aprire un varco: servire da esempio, accendere la miccia. Successe anche quando denunciai la verità sull’assassinio di Pasolini. Per non rivelare i nomi, non mettere a rischio la vita dei testimoni, mi appellai all’articolo Numero Uno dello Statuto dei Giornalisti. L’articolo che vieta di fornire le fonti di informazione quando a fornirle si rischia di rovinare qualcuno o addirittura di condurlo al cimitero. Eppure mi condannarono lo stesso. E nei giorni seguenti altri giornalisti vennero incriminati per lo stesso motivo. Uno, addirittura sbattuto in prigione”.
Nello studio newyorchese di Oriana Fallaci il telefono, un telefono bizzarramente rosso vermiglio, squilla tutto il pomeriggio. Il segretario la chiama dal suo ufficio della 57esima strada per informarla che la Associated Press e la Reuters e la Cbc canadese vorrebbero un suo commento sul processo di Bergamo. Martedì pomeriggio, dopo la querela di un cittadino musulmano noto alle cronache per aver vilipeso la religione cristiana e aver minacciato la Fallaci con un libretto che chiede ai musulmani di applicare su di lei il castigo di Allah, il giudice Armando Grasso l’ha rinviata a giudizio per vilipendio alla religione islamica. La notizia del rinvio a giudizio ha fatto il giro del mondo. E il telefono rosso vermiglio non tace un momento. Giornali e agenzie di stampa la cercano. Il New York Times ne ha già scritto, così come il Washington Post. Il Wall Street Journal insiste per intervistarla. Su Internet trovi siti che esprimono sdegno per il reato-d’opinione e vogliono organizzarsi per darle una mano. Oriana Fallaci non lo sa. Non vuole neanche sapere che cosa sta succedendo al di fuori della sua casa traboccante di libri. Non vuole neanche sentir parlare di avvocati e leggi e querele.
La notizia di Bergamo è arrivata mentre aspettava la visita del suo oncologo, e vi ha reagito con una amara risata. Il telefono squilla di nuovo. Stavolta il segretario le fa sapere che attraverso un’amica s’è fatto vivo il grande giurista Alan Dershowitz, insegnante di Legge ad Harvard, che si offre anche come suo difensore. Inoltre è arrivato un e-mail dal professor Grayling della School of Philosofy dell’Università di Londra il quale la informa che insieme a un gruppo di scrittori britannici le manderà un messaggio di solidarietà e insieme alla sezione inglese del Pen e ad altri colleghi sta preparando un’azione di protesta da diffondere in Italia e nel resto dell’Europa.
La Fallaci appare irritata da tanto fracasso. Non ama parlare con la stampa, non va in televisione, non frequenta quasi nessuno, non si esibisce. Vive da sola col suo cancro, anzi con i suoi vari cancri. “Apro bocca soltanto quando lo ritengo un dovere”, brontola con la sua voce dura. “E negli ultimi tempi l’ho aperta soltanto per dire la mia sull’infame condanna a morte di Terri Schindler (ndr, Terri Schiavo), poi quando hanno scoperto che Pasolini fu ucciso da tre o quattro persone non da una e basta. (Io l’avevo scritto trent’anni fa e per questo ero stata processata, condannata a quattro mesi di galera). Sa, di solito non mi piace parlare attraverso gli altri, le interviste eccetera. Se ho qualcosa da dire, la dico scrivendo un libro, come ho fatto con La Rabbia e l’Orgoglio, La Forza della Ragione e Oriana Fallaci intervista sé stessa e L’Apocalisse: la Trilogia sull’Islam e sull’Occidente. E pazienza se, come nel caso della Trilogia, scrivere quando siamo molto malati è un vero suicidio”Oltre che irritata, la Fallaci appare stupita. Si stupisce sempre quando il clamore scoppia intorno al suo nome, alla sua persona. “Ma che cosa vogliono da me? Faccio fatica perfino a far due passi, recarmi a comprare le medicine e la Perrier. Lavoro zitta zitta e non dò fastidio a nessuno. Perché mi tormentano allora?”. Il telefono squilla di nuovo. Stavolta è la Fox News che la vorrebbe in uno studio di Manhattan alle 6 del mattino. “To hell with you”, risponde, ora addirittura arrabbiata. Segue un ennesimo squillo. Oriana risponde in inglese e continua in francese. “What do you want me to say? En Italie, on punit les victimes et on acquitte les criminels”. Non capisce, non vuole capire, che una grande scrittrice processata per aver espresso la sua opinione in un libro non è una notizia da poco. La cosa più strana, tuttavia, non è questa. E’ che non si cura nemmeno di informare i suoi tormentatori che a provocare questo processo è proprio il musulmano che nel 2002 chiedeva di eliminarla in nome di Allah. Perché? “Perché quel signor Nessuno non conta nulla. Conta il processo”.
Al processo non andrà “manco morta”, dice categorica. “No, non li degnerò della mia presenza. Questa è una causa inaccettabile, inammissibile, imperdonabile. Perché questa è una giustizia che condanna la vittima e assolve il carnefice. Che anzi al carnefice permette di portare in giudizio la vittima. Se la sentenza dirà che La Forza della Ragione costituisce reato, il ridicolo cadrà sull’intero sistema giudiziario”. Forse, in fondo al cuore, Oriana Fallaci a Bergamo ci andrebbe. “Ma solo per stare in tribunale tre secondi, per dare un’occhiata al musulmano che mi fa processare per vilipendio alla religione islamica e che infinite volte ha oltraggiato nel modo più sconcio la religione cristiana”.
Il musulmano che con una denuncia ha indotto il giudice bergamasco a processare la Fallaci è infatti Adel Smith, colui che divenne noto per aver definito il crocefisso “un cadaverino ignudo che spaventa i bambini” e per averlo staccato dall’aula della scuola abruzzese cui è iscritto suo figlio nonché dalla corsia dell’ospedale dell’Aquila dov’era ricoverata sua madre, poi d’averlo gettato giù dalla finestra. E’ anche colui che, senza giri di parole, nel denigratorio libretto scrisse perché la Fallaci doveva esser punita in nome dell’Islam e secondo le leggi dell’Islam. “Donna! non dovevi dire bugie. Non ci sto! Non posso accettarle né, quindi, tacere. Avrai la lezione che ti meriti. Una forte sberla. Ma non una sberla di quelle che meriti perdavvero, bensì uno schiaffo morale che ti farà, forse, tornare a piangere ancora. Preparati a una forte e giusta punizione: essere messa a nudo. Denudata. Spogliata. Non del tuo abbigliamento come, forse, avresti desiderato (e dico ‘desiderato visto che di te vien detto che hai ‘l’utero nel cervello’). Non mi interessa. Ma denudata della tua forza, di quella tua tenue forza che trai dalle tue spregevoli menzogne. Preparati! Sto per smascherarti. Preparati! Sto per infliggerti una punizione. Te la meriti, eccome. Donna! Brutta o bella che tu sia, preparati dunque adesso al castigo umano. Quello divino, ben più abbondante e doloroso, lo avrai dopo, a suo tempo. Questa è una promessa”.
Alla minacciosa promessa, Mr. Smith fece seguire quattro Sure del Corano: l’imprimatur che sigillava la condanna. Le minacce sono esplicite. Rivolto agli italiani, Smith scrisse: “A voi la scelta: o fate come noi Musulmani e smettete di assumere bevande alcoliche o continuate pure a morire; a morire insieme alla Fallaci...”. Parole che secondo lui non sono minacce bensì linguaggio paradossale. Eppure, dopo quella promessa e quella minaccia, il Viminale decise di assegnare alla Fallaci una scorta armata ventiquattro ore su ventiquattro.
Sempre pronta all’ironia, la Fallaci vede anche il lato comico della faccenda. E si diverte a immaginare il suo rientro in Italia dopo la condanna. “Secondo lei – mi chiede – i carabinieri si troverebbero all’aeroporto per scortarmi e proteggermi dalle minacce del musulmano, o per arrestarmi e portarmi in galera come vuole lui? E nel secondo caso, starebbero in cella con me oppure no? A parer mio, in cella con me dovrebbero starci. Il ministro Pisanu ci ha appena detto che in Italia la metà della popolazione carceraria è composta da immigrati. E sappiamo bene che la maggioranza degli immigrati è musulmana. Qualcuno potrebbe volermi ammazzare in prigione, sì o no?”.
Nel denigratorio libretto, l’uomo del cadaverino ha scritto che la Fallaci è “una picchiatella assatanata, appena fuggita, senza più la camicia di forza, da un manicomio criminale del Ku Klux Klan”. Nonché “una bestia selvaggia ferita a morte, traballante e ubriaca di un profondo dolore inesplorato, arcano, stantio, mai dimenticato”. Nonché una donna “affetta da una avversione patologica e idrofoba” e da “isterismo razzistico”. Nonché “una brutta donna, brutta sì, ma più che brutta fisicamente, cioè da di fuori, è sicuramente brutta dentro. Brutta nel cuore. Brutta nella mente. Intrinsecamente brutta. E, senza dubbio, anche bruta”. Nonché una “brutta donna, brutta in tutti i sensi” e dal “miserevole livello intellettuale e civico”. Nonché un “romanziere di infima categoria” e una persona che ha subìto “in tenera età, un grave trauma psichico”. Tale da causare “un cronico disordine psichico”. Sostiene addirittura che la Fallaci “non è più una di noi”: è piuttosto una “povera squilibrata, etilista all’ultimo stadio”, con “una morbosa considerazione riguardo le dimensioni degli attributi fisici maschili”. Nonché una “povera zitella” vittima di una “repressione sessuale” che ama scrivere con “linguaggio usato generalmente dalle peripatetiche”.
Ma non è finita. Citando una battuta della Fallaci, io-di-coglioni-ne-ho-più-di-voi, Smith scrisse: “Quello che afferma è anatomicamente impossibile; a meno che... A meno che cosa? Ve lo lascio immaginare. Mi fido della vostra perspicacia”. Sebbene un preciso articolo del Codice Penale condanni la diffamazione dei defunti, se la prese anche col padre di Oriana: Edoardo Fallaci, noto liberal-socialista di Giustizia e Libertà, eroe della Resistenza torturato dai fascisti, poi candidato alla Costituente. Però l’uomo del cadaverino descrive Edoardo come un “padre che brutalmente batte la figlia”. Nonché come “un cattolico nevrotico, degno figlio dell’Inquisizione”. Nonché un “violento, un sadico, spietato”. Nonché “un padre incapace di trasmettere affetto alle figlie”. Sia per le offese a lei che per quelle al padre, sia per istigazione all’omicidio, la Fallaci ha chiesto in sede civile danni per tre milioni di euro. L’udienza è fissata per il prossimo anno.
Nel frattempo, però, ci sarà il processo di Bergamo. Il giudice sostiene che alcune frasi de La Forza della Ragione sono “inequivocabilmente offensive nei confronti dell’Islam e di coloro che praticano quel credo religioso”. Una ad una, la Fallaci le rilegge con me. La prima di quelle contestate dal giudice dice: Afflitti da atavica mancanza di fierezza, gli italiani non si offendono quando gli immigrati urinano sui loro monumenti o smerdano i sagrati delle loro chiese o buttano i loro crocefissi dalla finestra di un ospedale. E lei replica: “Non capisco se questa frase è tolta da La Rabbia e L’Orgoglio o da La Forza della Ragione. Deve essere incompleta, sintetizzata. Però mi piace lo stesso. La ripeto, e continuerò a ripeterla finché avrò un filo di fiato cioè fino alla morte”. La seconda dice: Gli attentati terroristici avvenuti negli ultimi vent’anni hanno provocato seimila morti a gloria del Corano, in obbedienza ai suoi versetti. E lei replica: “Questa è una frase abusivamente costruita sulla seconda pagina del capitolo Otto de La Forza della Ragione. Abusivamente costruita in quanto riassunta su dodici righe della pagina 188. Riassunta in modo goffo e perciò alterata, falsata, tradita. Cosa quindi scorretta, anzi illegale. Falsata e tradita dal giudice o dai giornalisti che l’hanno composta sulle parole scelte dal giudice? Il mio libro dice: “…Soltanto dalla Seconda Intifada, cioè dalla fine del 2000 a oggi, mille israeliani. Sicché, facendo le somme ed escludendo le vittime degli anni Settanta, si arriva ad oltre seimila morti in poco più di vent’anni. Seimila! Morti a gloria del Corano, in obbedienza alle sue Sure, ai suoi Versetti. Per esempio la Sura che dice: ‘La ricompensa di coloro che corrompendo la Terra si oppongono ad Allah e il suo Profeta sarà di venir massacrati o crocefissi o amputati delle mani e dei piedi, ossia di venir banditi con infamia di questo mondo’. Perché la frase del giudice evita queste ultime parole e non parla dei cani-infedeli massacrati e crocefissi o amputati delle mani e dei piedi eccetera? Bè, la versione censurata, depurata non so da chi, mi indigna. Ma le dodici righe originali che ho appena letto le ripeto e continuerò a ripeterle finché avrò un filo di fiato, fino alla morte”. La terza dice: Il nostro Gesù di Nazareth... ce lo mettono nel loro Djanna a mangiare come un Trimalcione, bere come un ubriacone, scopare come un maniaco sessuale. E lei replica: “Anche questa citazione è incompleta. Ma stavolta non mi indigno per la scorrettezza del sintetizzare ciò che in un’aula di Tribunale non si può e non si deve sintetizzare… Mi indigna perché non v’è nulla di offensivo nel ricordare che il Corano mette nel Djanna il nostro Gesù e qui lo fa mangiare come un Trimalcione, bere come un ubriacone, scopare come un maniaco sessuale. Sono loro che offendono la nostra religione. Sono loro che offendono i cristiani. Loro e chi processa una persona che nel suo libro ha sottolineato una loro indecenza. Comunque anche questa frase mi piace, la ripeto e la ripeterò finché avrò un filo di fiato cioè fino alla morte”. La quarta dice: Nel sogno che i figli di Allah coltivano da tanti anni, il sogno di far saltare in aria la Torre di Giotto o la Torre di Pisa o la Cupola di San Pietro o la Tour Eiffel o l’Abbazia di Westminster. E lei replica: “Non è così? Ormai in tutto il mondo si sa. Possibile che soltanto a Bergamo non se ne siano accorti? Comunque la frase stavolta è precisa. E a maggior ragione la ripeto. La ripeterò finché avrò un filo di fiato cioè fino alla morte”.
L’ultima dice: La guerra che l’Islam ha dichiarato all’Occidente... è una guerra culturale... Ci ammazzano per piegarci. Per intimidirci. Il loro scopo non è riempire i cimiteri... ma distruggere la nostra anima... E’ soggiogare di nuovo l’Occidente; ...dovremmo consegnarci al giogo di un credo che... al posto dell’amore semina l’odio e al posto della libertà la schiavitù. E lei replica: “Questo è un rozzo, sfacciato, disonesto mosaico composto su ben ventotto righe tolte dall’Epilogo della Forza della Ragione. Pagine 285 e 286. Ed oltre a indignarmi mi infuria. Induce me a processare chi fa i processi. Perché storpiare il pensiero o il ragionamento di una persona, piluccare una parola qui e una parola là, cucire il tutto coi puntolini, è illegittimo. Illecito. Illegale. Criminoso. Contrario ad ogni decenza morale e intellettuale. Vergogna! Le mie ventotto righe dicono: Nonostante le stragi attraverso cui i figli di Allah ci insanguinano e si insanguinano da oltre trent’anni, la guerra che l’Islam ha dichiarato all’Occidente non è una guerra militare. E’ una guerra culturale. Una guerra, direbbe Tocqueville, che prima del nostro corpo vuol colpire la nostra anima. Il nostro sistema di vita, la nostra filosofia della vita. Il nostro modo di pensare, di agire, di amare, la nostra libertà. Non farti trarre in inganno dai loro esplosivi. Sono una strategia e basta. I terroristi, i kamikaze, non ci ammazzano soltanto per il gusto di ammazzarci. Ci ammazzano per piegarci. Per intimidirci, stancarci, scoraggiarci, ricattarci. Il loro scopo non è riempire cimiteri. Non è distruggere i nostri grattacieli, le nostre Torri di Pisa, le nostre Tour Eiffel, le nostre Cattedrali, i nostri David di Michelangelo. E’ distruggere la nostra anima, le nostre idee, i nostri sentimenti, i nostri sogni. E’ soggiogare di nuovo l’Occidente. E il vero volto dell’Occidente non è l’America: è l’Europa. Pur essendo figlia dell’Europa, erede dell’Europa, l’America non ha la fisionomia culturale dell’Europa, il passato culturale dell’Europa, i lineamenti culturali dell’Europa. Pur essendo nata dall’Occidente, pur essendo l’altro volto dell’Occidente, l’America non è l’Occidente che l’Islam vuol soggiogare. E questo sì, lo ripeto senza esitare. Senza esitare lo ripeterò finché avrò un filo di fiato cioè fino alla morte. Quanto all’ultimo rigo e mezzo, seminato di puntolini e con la consueta disinvoltura tolto da chissà dove, reso irriconoscibile, senza dubbio supplica l’Occidente di non consegnarsi al giogo di un credo che al posto dell’amore semina l’odio e al posto della libertà la schiavitù. Così, anche mutilato e straziato, lo accetto. Dopo aver riempito i puntolini chiederò che venga inciso sulla lapide della mia tomba, e concludo: ma non potendomi processare anche da morta, che cosa faranno? Scoperchieranno la mia tomba, distruggeranno la lapide come fanno i naziskin nei cimiteri degli ebrei?”.




permalink | inviato da il 28/5/2005 alle 14:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa


26 maggio 2005

Difendiamo Oriana e la libertà - In Toscana nasce un comitato.

Difendiamo Oriana e la libertà - In Toscana nasce un comitato.

Caro Direttore, assieme al sottosegretario alla Telecomunicazioni, senatore
Massimo Baldini e al capogruppo di Forza Italia del Comune di Firenze Paolo
Amato, ho promosso un "Comitato per Oriana Fallaci e il diritto di libera
espressione". Un comitato aperto alla partecipazione di persone di diversa
estrazione politica che hanno a cuore la difesa della libertà di
espressione. Perché questo è il principio che, a mio avviso, viene messo in
discussione dal rinvio a giudizio di Oriana Fallaci.
Quale è infatti la colpa della nostra scrittrice ? Quella di aver espresso
giudizi severi e duri sull'Islam (ma non certo offensivi verso quella
religione, a differenza di quanto ha ripetutamente fatto il suo querelante
Adel Smith nei confronti del cristianesimo).
E allora ? Non si può più scrivere liberamente ? Oltre ai freni inibitori
del politicamente corretto, dobbiamo pure accettare una specie di censura
preventiva di matrice islamica ? Ma allora, di questo passo, quanti libri e
quanti autori dovremmo portare in tribunale ?
Insomma, qui, in gioco non c'è solo la libertà di espressione di Oriana
Fallaci, ma di tutti noi.
Ecco perché dobbiamo muoverci e smuovere le coscienze.
Adel Smith - per il tramite purtroppo di un magistrato - ci lancia una bella
sfida. Una sfida ai principi basilari della libertà. E noi, che non abbiamo
timore, dobbiamo affrontarla. Con fermezza.
Oriana Fallaci è il nostro emblema ed il suo vergognoso processo dovrà
diventare la nostra trincea.

Firmato: Angelo Pollina - Consigliere regionale della Regione Toscana.

Le adesioni al Comitato potranno essere raccolte presso il Club Brunelleschi
via fax: 055/289098
via mail:
clubbrunelleschi@libero.it





permalink | inviato da il 26/5/2005 alle 22:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


21 marzo 2004

Oil for food


" Oil for food "



 


Oil for food: Annan nei guai e con lui don Chirac, alias "mano di pece" e Putin, zar di tutte le Russie


Da libero-di GLAUCO MAGGI -NEW YORK - Kofi Annan nella bufera. Pressato da tutte le parti ha finalmente promesso che manderà, "appena l'ipotesi sarà praticabile", il suo inviato Lakhdar Brahimi a Bagdad per studiare l'iter elettorale e il passaggio del potere dalla coalizione agli irakeni entro giugno. Ma nel suo Palazzo di Vetro, nelle prossime settimane, rischia di essere travolto dai risultati della commissione di inchiesta che, obtorto collo, ha dovuto alla fine insediare per far luce sullo scandalo delle mazzette che hanno oliato il Programma umanitario "Oil for Food". In aprile, inoltre, ci sarà l'attesa audizione della Commissione parlamentare per la Relazioni Internazionali del Congresso di Washington, sulla mancanza di trasparenza che ha contrassegnato la gestione di Annan. Già nel 2001 il Times di Londra li aveva definiti una "totale anarchia" e "flagrantemente irrispettosi delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza".


 


E ora molte inchieste giornalistiche hanno rincarato la dose, grazie alle carte uscite dagli archivi di Saddam e ai nomi resi noti, dai membri del Governo Provvisorio, di chi ha intrattenuto i rapporti "coperti" con il regime. Il direttore stesso del programma, Benon Sevan, braccio destro di Annan, è tra coloro che hanno avuto un tornaconto diretto grazie ad una fornitura di greg- gio. Lui ha smentito, ma intanto è in ferie in attesa di andare in pensione fra un mese. Anche il figlio di Annan, Kojo, è stato tirato in ballo dall'inchiesta di Therese Raphael del Wall Street Journal: per anni ha lavorato per la società svizzera Cotecna, che aveva il delicatissimo compito di ispezionare i beni destinati all'Iraq. Se fosse "solo" petroliopoli, sarebbe uno dei tanti scandali per corruzione economica.


 


Ma l'intreccio delle mazzette di Saddam e dei rapporti privilegiati con società di stato e governanti di Paesi esteri, alcuni membri del Consiglio di Sicurezza come la Francia e la Russia, gettano una luce cupa sulla Segreteria Generale dell'Onu e spiegano l'ostilità all'intervento Usa a Bagdad, ridicolizzando una volta per tutte la tesi della guerra per il petrolio di Bush. La realtà era di una "pace" per il business sporco sul petrolio, ma di Chirac e Putin. Ciò che rischia di finire a pezzi è la credibilità politica dell'Onu, proprio adesso che il ruolo di un ente sovrannazionale serio è l'auspicio di tutti, Iraq per pr imo. Cento miliardi di dollari sono stati il bilancio finale dell'iniziativa con la quale la comunità internazionale ha cercato di alleviare le sofferenze della popolazione irakena durante l'embargo economico votato dal Consiglio di Sicurezza contro il regime di Saddam.


 


Dieci miliardi, cioè la classica cresta del 10% per ogni transazione corrotta che si rispetti, si è scoperto ora che sono finiti nelle tasche dello stesso dittatore: lo ha riferito al Congresso Usa l'Ufficio del Bilancio, che ha arricchito una precedente stima di 5,7 miliardi di mazzette ottenute dal regime dagli acquirenti di petrolio irakeno, con 4,4 miliardi intascati dai fornitori internazionali di cibarie e medicine. Tra chi ha intrattenuto rapporti commerciali con Saddam tra il 1997 e il 2002 una buona parte se li è conquistati, insomma, o pagandogli il petrolio a un prezzo segretamente maggiorato, o vendendogli farina, latte o sciroppi con uno "sconto" che finiva sui conti esteri del rais o della cerchia di familiari e accoliti. Il viceministro del Tesoro Usa Juan Zarate ha spiegato che Hussein caricava dal 10% al 35% per ogni barile venduto, e che per ogni vendita di 100 dollari di beni umanitari il fornitore denunciava all'Onu un esborso di 110. La maggior parte dei profitti illeciti venivano incassati dalle ambasciate irakene, che provvedevano a disseminarli in depositi bancari. In alcuni casi, secondo Zarate, "i soldi venivano reinvestiti in acquisti di armi o altri beni sotto embargo". La caccia ai conti segreti ha portato finora alla individuazione e al congelamento di 2 miliardi di dollari, di cui 750mila sono stati già trasferiti sul Fondo per l'Iraq.


 


Da libero di sabato 20 marzo 2004





permalink | inviato da il 21/3/2004 alle 11:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


5 novembre 2003

Matrimoni

 

 Comunisti, Girotonti ,Pacifinti e Fascisti amici dei criminali .Un bellissimo elenco, un bellissimo matrimonio.

Con il criminale Saddam Hussein contro la libertà e la democrazia .

CON(TRO) IL POPOLO IRACHENO CHE RESISTE

FIRMA E DIFFONDI L'APPELLO per una manifestazione nazionale il 13 dicembre a Roma

 

Per adesioni indica nome, cognome e città scrivendo a:  13dicembre@iraqlibero.net  
Per informazioni e adesioni potete anche telefonare al
NUMERO VERDE: 800 031 533

 

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~


Carte false

Che in Iraq si stia svolgendo una battaglia che decide le sorti del mondo intero, iniziano a capirlo in molti. Una sconfitta degli occupanti angloamericani darebbe un colpo micidiale alla dottrina della *guerra permanente e preventiva* con cui gli USA spavaldamente hanno annunciato il *secolo americano*, ovvero le loro pretese imperiali. Una vittoria della resistenza irachena riaccenderebbe la speranza della liberazione dalle catene dell'imperialismo e del capitalismo. I media italiani, con incredibile servilismo verso Bush, stanno mentendo sfacciatamente, tentando in ogni modo di truccare le cifre, e definendo la legittima Resistenza popolare in Iraq, *terrorismo*. I giornali del 30 ottobre, all'unisono dicevano che il numero dei caduti americani dopo il 1° maggio, giorno in cui Bush aveva dichiarato *cessate le ostilità* (sic!) era di 115. Piccolo particolare: gli stessi giornali, due mesi, fa avevano già dato la stessa cifra. Questi bugiardi truccano gli stessi dati *ufficiali* forniti dal Pentagono, secondo cui, al 30 ottobre, le vittime americane (alleati esclusi), erano 356, 218 dei quali morti dopo il 1° maggio.
Sempre secondo fonti del Pentagono negli ultimi sette giorni gli americani (esclusi i loro alleati) hanno subito 233 attacchi, una media superiore ai 33 giornalieri. Tre volte di più che nel mese di luglio. E le azioni di guerriglia sono sempre più decise e ben organizzate, segno che la Resistenza si va rafforzando e gode di appoggi popolari sempre più ampi. Definire questa Resistenza, questa gigantesca Intifada, *terrorismo* è non solo falso, è un'indegna operazione di propaganda, dello stesso tipo di quella nazista: *Achtung banditen*, riferita ai partigiani.
In questo contesto la proposta di una manifestazione nazionale di sostegno al popolo iracheno che resiste diventa sempre più importante. Sempre più decisivo diventa il rafforzamento della solidarietà per imporre il ritiro di tutti gli occupanti dall'Iraq, italiani compresi. C'è dunque bisogno, da qui al 13 dicembre, di allargare questa solidarietà, di firmare l'Appello, affinché la manifestazione abbia successo. Non ci illudiamo, le nostre forze sono ancora modeste. Non per questo recederemo. Sappiamo che da qui al 13 dicembre i mass media ci daranno nuovamente addosso, allo scopo di spaventare i cittadini e di far fallire la manifestazione. L'indomita Resistenza irachena di dice che anche noi dobbiamo resistere. Sulla sinistra che preferisce girare lo sguardo, sulla sinistra che tanto baccano faceva prima della guerra e ora tace (che si ritrae spaventata, con mille pretesti, dall'esprimere una sincera e attiva solidarietà alla causa irachena) noi non ci facciamo illusioni. Le tantissime firme che continuano a giungere attestano che la sinistra, quella vera, sarà in piazza il 13 dicembre, assieme a tutti coloro che difendendo l'Iraq, vogliono dire basta, ad ogni colonialismo e ad ogni imperialismo, quale che siano i colori con cui essi si ammantano.

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
FIRMA E DIFFONDI L'APPELLO per una manifestazione nazionale il 13 dicembre a Roma

CON IL POPOLO IRACHENO CHE RESISTE

per adesioni indica nome, cognome e città scrivendo a: 13dicembre@iraqlibero.net
per informazioni e adesioni potete telefonare al NUMERO VERDE: 800 031 533
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Appello per una manifestazione nazionale il 13 dicembre a Roma

La guerra che l’imperatore in pectore G.W. Bush, il primo maggio scorso, aveva solennemente dichiarato finita, è in realtà appena agli inizi.
Gli aggressori angloamericani pensavano che una volta battuto l’esercito regolare, i cittadini iracheni li avrebbero accolti sventolando bandierine a stelle e strisce. Si trovano invece alle prese con la crescente ostilità popolare.
Gli invasori hanno occupato il paese promettendo “democrazia e libertà”. In realtà il governo fantoccio capeggiato dal militare statunitense Bremer, fallita la politica colonialista del divide et impera, reprime con metodi dittatoriali e crudeli ogni manifestazione di malcontento. Chiunque osi sfidare le sue decisioni, viene catturato, arrestato e chiuso in campi di concentramento.
In queste condizioni la resistenza irachena si è andata progressivamente rafforzando nella prospettiva di diventare una vera e propria guerra di liberazione come fu quella vietnamita.
Noi riteniamo la resistenza irachena legittima, non solo sul piano morale, ma anche su quello politico. E’ l’occupazione militare angloamericana, come quella israeliana della Palestina, illegale e illegittima. La stessa aggressione all’Iraq è avvenuta in aperta violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale.
La battaglia che si svolge in Iraq ha un’importanza storica. Se gli occupanti angloamericani saranno cacciati, se il popolo iracheno riuscirà a liberarsi di loro, le pretese imperiali e imperialiste nordamericane, l’idea di trasformare il mondo intero nel loro orto di casa, subiranno un colpo fatale. La sconfitta degli occupanti angloamericani sarebbe dunque una vittoria per tutti coloro che nel mondo lottano per la democrazia, l’autodeterminazione e la libertà dei popoli che non vogliono essere sottoposti al giogo imperiale.
Nonostante la gran parte degli italiani si sia opposta all’aggressione, malgrado milioni di persone abbiano manifestato la loro volontà di pace, il governo Berlusconi non solo si è schierato a fianco degli USA, ha addirittura inviato proprie truppe in Iraq a dar manforte agli occupanti.
Sosteniamo il popolo iracheno che resiste e chiediamo il ritiro immediato dei soldati italiani dall’Iraq, così come da tutti gli altri paesi in cui essi sono presenti.
Chiediamo a tutte le persone che hanno gridato il loro no alla guerra di riprendere la lotta manifestando con noi per:

 

La libertà dell’Iraq e della Palestina
Cacciare tutti gli invasori
Riportare a casa i soldati italiani
Chiudere le basi americane  in Italia e in Europa

Per adesioni indica nome, cognome e città scrivendo a:  13dicembre@iraqlibero.net   
Per informazioni e adesioni potete anche telefonare al
NUMERO VERDE: 800 031 533

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Comunicazioni dei promotori

(1) La manifestazione nazionale di appoggio al popolo iracheno che resiste, prevista per sabato 6 dicembre, a causa della concomitanza con quella sindacale contro la politica economica del governo Berlusconi, è stata posticipata di una settimana, a sabato 13 dicembre.

(2) Avevamo annunciato che stavamo allestendo il sito dei promotori della manifestazione. Ancora qualche giorno di pazienza ed esso sarà in rete. Nel frattempo segnaliamo che il nuovo indirizzo per contattare i promotori e segnalare nuove adesioni e' il seguente: 13dicembre@iraqlibero.net 
Non utilizzate dunque più IRAQlibero@libero.it

(3) Per la manifestazione del 13 dicembre, oltre alla presenza di Awni Al Kalemji, portavoce della Resistenza nazionale irachena, potremo contare anche su quella di Ahmed Karim, curdo, fondatore del Partito Comunista Iracheno, oggi in netto dissenso col suo partito che partecipa al governo fantoccio messo in piedi dagli occupanti angloamericani (il cosiddetto *Consiglio Provvisorio*)

(4) Da alcuni compagni di Vicenza abbiamo ricevuto questa comunicazione:

*Cari compagni,
abbiamo scorso la lista aggiornata dei firmatari dell'appello pro-Iraq e per la manifestazione di dicembre. Guardate che Alex Cioni di Schio è un fascista patentato, uno dei dirigenti dell'organizzazione fascista "Continuità ideale", già di Forza Nuova e già coordinatore per l'Alto Vicentino di Azione Giovani di AN. E' stato il massimo promotore della provocatoria manifestazione nazionale fascista di inizio luglio a Schio che ha raccolto 600 fasci vecchi e nuovi, comprese le teste rapate, alla quale i compagni della prov. di VI, e non solo, hanno risposto con una contromanifestazione. Nei giorni scorsi questi figuri hanno fatto una raccolta di firme pro-Iraq nella zona di Schio, tanto per intorbidare un po' le acque.*


Avendo verificato la veridicità di questa informazione, i Promotori della manifestazione hanno deciso di cancellare l'adesione di tale Alex Cioni (giuntaci via internet).
Questa cancellazione segue la decisione, ripetuta in almeno due occasioni, per cui non avremmo accettato i fascisti e i razzisti, ne' tra i firmatari, ne' nella manifestazione. Cogliamo l'occasione per chiedere a tutti i firmatari di segnalarci eventuali casi simili, dato che buona parte delle adesioni ci giunge via internet e non abbiamo la possibilità di verificarle tutte singolarmente.

(5) La riunione nazionale del Comitato Promotore, svoltasi a Firenze il 18 ottobre, tra le altre cose, ha scelto i referenti regionali per organizzare la partecipazione alla manifestazione del 6 dicembre. Ecco i nomi:

Lombardia: Giuseppe Pelazza, Milano - Veneto: Luca Maddalena, Vicenza - Emilia Romagna: Giulio Bonali, Piacenza - Toscana: Leonardo Mazzei, Lucca - Marche: Antonio Colazzo, Osimo - Umbria: Maria Grazia Ardizzone, Perugia - Sardegna: Francesco Ibba, Sassari - Campania: Mimmo Mignana, RSU Alfa Romeo di Pomigliano. Quanto prima comunicheremo i referenti delle altre regioni.

(6)  Dato lo slittamento di una settimana della manifestazione anche gli incontri con Awni Al Kalemji, portavoce della Resistenza nazionale irachena, previsti in varie città dal 1 dicembre al 5, subiranno la stessa sorte. Quanto prima comunicheremo le nuove date.

(7) LA PROSSIMA RIUNIONE NAZIONALE DEL COMITATO PROMOTORE DELLA MANIFESTAZIONE si svolgerà domenica 16 novembre, con inizio alle ore 10,30, in Via Orsini 44 a Firenze. La riunione è aperta. Tutti i firmatari sono invitati ad intervenire.
Per informazioni telefonate a Leonardo: 347.7815904

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
ELENCO DEI FIRMATARI DELL’APPELLO
al 31 ottobre 2003 (ben oltre mille)
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Lombardia

Ugo Giannangeli, Milano - Giuseppe Pelazza, Milano - Umberto Gay, Consigliere regionale, Lombardia - Gregorio Maestri, Milano - Marilena Ambrosiani, Como - Katia Confalonieri, Milano - Fulvio Fravezzi, Varese - Andrea Navoni, Brescia - Roberto Sidoli, Milano - Andrea Berlendis, Bergamo - Carlo Barbareschi, Milano - Sandra Cangemi, Milano - Diego Angelo Bertozzi, Brescia - Giuseppe Dantuono, Milano - Chiara Pavan, Varese - Giorgio Nobili, Milano - Giancarla Zucchelli, Milano - Carlos Pagnozzi, Como - Consuelo Bianco, Brescia - Roberto Rescigno, Milano - Giancarlo Broglia, Milano - Ivan Romanò, Saronno - Eros Lorenzi, Chiari - Franco Lorini, Chiari - Franco Loschi, Chiari - Luca Gorlani, Chiari - Emilia Maffezzoni, Cremona - Michela Maffezzoni, Cremona - Fondazione Luigi Cipriani, Cremona - Federico Ceratti, Milano - Luisa Motta, Milano - Acea onlus (Milano, Ancona, Roma) - Acea agenzia stampa (Milano) - Luci Levati, Milano - Marco Muggiani, Milano - Chiara Cinquini, Chiari - Sandra Cangemi, giornalista, Milano - Gianni Volonté, Como -  Tommaso Spazzali, milano - Massimo Cimbali, Segretario sez. Gagnoni PdCI - Cadenazzi Emiliano, Como - Olga Foti, Milano - Renato Zanella - Vimercate - Roberto Guaglianone, consigliere comunale ecologista, Saronno - Marco Sacchi, Milano - Babacar Mboup , Chiari -Yatma Oningue, Chiari -Lorenzo Palmoso, Brescia - Daniela Bosis, Brescia - Giovanna Metelli, Chiari - Roberto Mizzi, Chiari - Luciano Bina, Brescia - Fabio Goffi, Chiari - Attilio Zinelli, Brescia - Carlo Sorrentino, Novate Milanese - Bortolloni Arturo, Monza - Fiorangelo Calimà, Como - Nuccia Pelazza, Milano - Luca Gandolfi, Milano - Rosalba Palmas, Milano - Masi Edoarda,  Milano - Antonio Lama, Vimercate - Francesco Giordano, Milano - Sabatino Annecchiarico, Resumen Latinoamericano, Varese - Maria Cristina Bandeira, Milano - Santos Lahoud, Milano - Arioli Lucia, Bergamo -  Baggi Marco, Bergamo- Milko Sorini, Lodi - Maurizio Sorrentino, Novate Milanese - Sergio Locarno, Varese - Giuseppe Grifeo, Pavia - Diego Abenante, Milano - Mariano Nocito, Pavia - Clara Caspani, Cantù - Laura Gerevini, Cremona - Gianluigi Lanzi, Cremona - Tina Caoduro, Cremona - Sebastiano Cosenza, Milano Luciana Dondi, Pavia

Piemonte

Costanzo Preve, Torino - Giovanni Martina, Cuneo - Laura Rossi, Cuneo - Max Lioce, Torino - Alessandro Jacassi, Vercelli - Nicoletta Dosio, Torino - Giuseppe Colazzo, Torino - Angelo D¹Orsi, Torino - Massimiliano De Pascalis Torino - Eric Gobetti, Torino - Chiara Pettigiai, Rivoli  - Frediano Dutto, Torino - Marina Mancini, Avigliana - Barbara Mosca, Torino - Silvia Conte, Torino - Fabrizio Legger, giornalista e scrittore, Pinerolo - Pierangelo Buvino, Emergency,  Biella - Giulio Genti, Torino - Antonio Zampieri, Torino - Jacopo Salerno, Torino - Daniele Scalea, Verbania - Chiara Sicheri, Vercelli

Liguria

Hamza Roberto Piccardo, Imperia - Mirco Panelli, Genova - Tina Della Torre, Genova - Chiara Panelli, Genova - Franco Pisano La Spezia - Roberto Bugliani, La Spezia - Mirco Panizzi, Genova - Livio Panizzi Genova - Pignoli Danilo, Genova - Ferrando Danilo, Genova - Romina Bogliacino, Savona - Ciro Montenotte, Savona - Luciano Paganini , La Spezia - Fausto Torri, La Spezia - Umberto Cotogni, La Spezia - Ricardo Incerti, La Spezia - Walter Zilioli, La Spezia - Alberto Rossi, La Spezia - Marco Leonardi, La Spezia - Paola Di Francesco, La Spezia - Sara Lorefice, La Spezia - Adriano Giorgi, La Spezia - Luca Del Santo, La Spezia - Rina Scapuso, La Spezia - Linda Canali, La Spezia - Piera Mugnaini, La Spezia -Mauro Dispenza, La Spezia - Casella Roberto, coordinatore regionale italia-cuba della liguria - Lucy Ladikoff, Università degli studi di Genova - Marino Badiale, Genova - Ceccon Claudio, Lerici - Giorgio Andreani, La Spezia - Paola Corsi, Castelnuovo Magra - Piero Gianfranceschi, S. Stefano Magra - Anna Schiavi, Arcola - Domenico Biggi, Arcola - Daniela Berni, La Spezia - Renata Rusca Zargar, Savona - Michele Basso, Savona

Veneto

Fausto Schiavetto, Padova - Gianfranco La Grassa, Conegliano - Mario Coglitore, Venezia - Mauro Tozzato, Treviso - Gian Luigi Maddalena, Vicenza - Alessandro Santoliquido, Vicenza - Luca Maddalena, Vicenza - Amedeo Tosi, Verona - Marco Tognato, Vicenza - Sergio Zollo, Venezia - Giuliano Corà, Barbarano - Nedda Petroni, Barbarano - Ilaria Girardi, Barbarano - Renata Vitacchio, Vicenza - Campo Antimperialista, Veneto - Giuseppe La Biunda, Padova - Zaffonato Paola, Schio - Finozzi Maddalena, Schio - Cristiano Gasparetto, Venezia - Paolo Consolaro, Vicenza - Alessandro Veronese, Padova - Massimo Armellini, Conegliano - Nicola Licciardello, Padova - Laura Dalle Molle, Vicenza - Sarenco, Verona - Luca Ongaro, Venezia  - Chiara Consolaro, Vicenza - Tiziana Lorenzet, Belluno - Daniel Saavedra, Venezia - Alberto Ostidich, Venezia - Francesco Donà, Venezia - Leonardo Francesch, Venezia - Giovanni Gardi Favaro, Vittorio Veneto - Alessandro Dal Bello, Venezia - Stefano Gardi  Favaro, Vittorio Veneto - Alberto Galeotto, Schio - Fardin Giampaolo, Padova - Cristina Toffanin, Vicenza - Lenio Pegoraro, Schio - Luca Meneghetto, Schio - Luca Casarotto,  Vicenza - Ida Zilio Grandi, Venezia

Trentino
Valentina Rapetti, Riva del Garda, Trento - Piera Graffer, Trento

Friuli

Giovanni Fortunato, Udine - Elena Franchi, Udine - Comitato Tina Modotti, Udine - Riccardo Toffoletti, Udine - Edvino Ugolini, Trieste - Radi Pagani, Udine - Andrea Zilio, Udine - Stefania Travanut, Pordenone

Emilia Romagna

Vainer Burani, Reggio Emilia - Eduardo Zarelli, Bologna, Arianna Editrice - Andrea Gianessi, Bologna - Giulio Bonali, Fiorenzuola  - Andrea Meridi, Bologna - Rodolfo Dal Pane, Faenza - Diego Melegari, Parma - Rodolfo Fogagnolo PRC Iolanda - Marco Martinelli, Bologna - Gastone Dall’Asen, Bologna - Elisa Guasti, Parma - El Cheikh Jean, Bologna - Luigia Spaccamonti, Bologna - Comitato cittadino contro la guerra, Bologna - Simona Pirini, Cesenatico - Jan Jensen, Reggio Emilia - Simona Galeotti, Bologna - Solferini Irne, Bologna - Cambrini Achille, Bologna - Tessa Livolsi, Modena - Jacopo Bonora, Bologna - Rossi Luca, Modena - Adolfo Morganti, Rimini - Paolo Zanardi, Parma - Paola Ferroni, Bologna - Leandro Bragliani, Bologna - Luca Tadolini, Reggio Emilia - Antonella Toni, Reggio Emilia

Toscana

Leonardo Mazzei, Lucca - Orietta Lunghi, Firenze - Marco Riformetti, Pietrasanta - Manlio Dinucci , Pisa - Franco Cardini, Università di Firenze - R.S.U. Sammontana, Empoli - Francesco Giuntoli, Lucca - Sandro Scardigli, Empoli - Paolino Rosini, Firenze - Maria Grazia Da Costa, Lucca - Bianchi Graziano, Lucca - Giovanni Sodani, Grosseto - Anna Paola Azzi, Lucca -  Gaea Riondino, Firenze - Nicola Pannelli, Firenze - Marco Frediani, Pisa - Maria Teresa Allegrini, Lucca - Antonello Cresti, Firenze - Antonietta Agostani, Viareggio - Cinzia Riformetti, Pietrasanta - William Frediani, Pisa -  Walter Catalano, Firenze - Gianni Pagni, Volterra, Pisa - Maurizio Brotini, Empoli, Firenze - Floriana Balducci, Lucca - Ennio Bertucci, Lucca - CSPAL Comitato Solidarietà Popoli America Latina, Massa - Movimento per la Confederazione dei Comunisti - Luciano Giannelli, Siena - Alessandro Michelucci, Firenze - Grazia Galligani, Firenze - Romano Galligani, Firenze - Francesco Pappalardo, Piombino - Giuseppe Maraziti, Pisa - Stefano Mazzei, Lucca - Campo Antimperialista, Toscana - Guido Bartoli, Pisa - Gina Marraducci, Lucca - Patrizia Mazzei, Lucca - Daniela Tognocchi, Lucca - Serafina Castelmezzano, Pisa - Da Costa Yuri, Lucca - Domenico Petrosino, Pisa - Francesca Cristofano, Pisa  - Marco Giannotti, Pisa - Mario Cristofano, Pisa - Luca Guidi, Pisa - Ralf Di Caterino, Pisa - Gianpiero Spagnuolo, Pisa - Annalisa Blois, Pisa - Amedeo Barsottini, Pisa - Cesarino Bonduani, Pisa - Andrea Zingoni, Pisa - Clelia Bettini, Pisa  -  Da Costa Mirco, Lucca - Oriana Aquino, Pisa - Ermanno Petrelli, Pisa - Arber Sinang, Pisa - Silvia Meliani, Pisa - Luca Ciampi, Pisa - Elisa Calicchio, Pisa - Sonia Iaone, Pisa -Gianna Poli, Lucca - Virginio Monti, Lucca - Valter Tarabella, Lucca - Fabrizio Tarabella, Lucca -Angela Mori, Lucca - Emilio Cecchini, Lucca - Francesco Cecchini, Lucca - Ramona Monti, Lucca - Paloma Monti, Lucca -Stella Salotti, Lucca - Massimiliano Massai, Livorno - Vittorio Paiotta, Pisa - Andrea Bellucci, Montelupo -  Da Costa Angelo, Lucca - Elena Rappazzo, Pisa -  Rosangela Cingottini, Pisa - Alessandro Bedini, Lucca - Massimo Magrini, Lucca - Carlo Grassi, Lucca - Sergio Giovannetti, Lucca -Marco Cervioni, Lucca - Mauro Mori, Lucca - Giovanni Altini, Firenze - Giuseppe Collecchi,  Lucca - Pieroni Emma, Lucca - Cervetti Mosè, Lucca - Giovanni Serra, Pietrasanta -  Pierpaolo Filippini, Lucca - Vagli Stefano, Pietrasanta - Enrico Galoppini, Pisa - Sergiampietri Nicola, Massa -  Poli Fabio, Pietrasanta - Da Costa Matteo, Lucca, Schiavi Alberto, Massa - Miguel Martinez, Firenze - La Manna Carla, Lucca - Da Costa Pier Luigi, Lucca - Mori Matteo, Lucca - Mori Daniele , Lucca - Gigli Marco, Lucca - Stefania Campetti, Pisa - Angelo Baracca, Firenze - Gabriella Nocenti, Firenze - Massimo Somigli, Firenze - Marco Romoli, Livorno - Pietro Tarantino, Grosseto - Serenella Bianchi, Grosseto - Tiziana Pini, Grosseto - Simone Sodani, Grosseto - Piero Failli, Grosseto - Sergio Fiaschi , Piombino - Renata Landi, Barga - Tamara Giusti, Lucca - Paola Fabbri, Lucca - Federico Rosati - Firenze - Daniela Bolognesi Piani - Firenze - Enzo Cervioni, Lucca - Ovidio Grida, Lucca - Mauro Moretti, Lucca - Giuseppe Maccari, Lucca - Michele Martinelli, Lucca - Davide Martinelli, Lucca - Michele Bertoli, Lucca - Riacrdo Meconi, Lucca - Luciana Da Costa, Lucca - Giulio Tagliasacchi, Lucca - Andrea Bertolacci , Lucca - Pierangelo Scatena, Lucca - Poli Luca Giordano, Lucca - Tommaso Buquicchio, Pisa - Dora Crociani, Poggibonsi - Alberto Morandi, Poggibonsi - Antonella Vezzosi, Poggibonsi - Fabio Chellini, Siena - Beatrice Lulleri, Siena - Bruno Chellini, Siena - Paolo Nigi, Poggibonsi - Olga Del Lungo, Poggibonsi - Giuseppino Pizzi,  Poggibonsi - Fiorenzo Marengo, Siena - Giacomo Burresi, Poggibonsi - Franco Burresi,  Poggibonsi - Tamara Tognetti, Poggibonsi - Gino Mecacci, Poggibonsi - Yuri Borgianni, Poggibonsi - Loriano Checcucci, Segretario Circolo PRC di Poggibonsi - Graziano Ramerini , Firenze - Luca Fusi, Firenze - Nadia Frison, Firenze - Claudio Salvadori, Firenze - Mario Provvedi,  Poggibonsi - Silvana Pasqualetti, Poggibonsi - Riccardo Venturi, Firenze - Alessandro Sani, Firenze - Enrica Sani, Firenze - Antonio Maielli, Volterra - Serena Bacco, Volterra -  Matteo Ruscellai, Montelupo Fiorentino - Federico Dinucci, Pisa - Fabio Zannelli, Empoli - Simone Kovatz, Pisa - Fabrizio Parri, Empoli - Lorenzo Catellacci, RSU Sammontana, Empoli - Andrea Rufini, Empoli - Valerio Gentili, Pistoia - Bruna De Lisio, Pistoia - Luciano Maestripieri, Pistoia - Stefano Capecchi, Pistoia - Rolando Pratesi, Pistoia - Silvio Girolami, Pistoia - Redazione Rosso XXI, Firenze - Giuseppe Stagnari, Massa - Rosanna Mariani, Massa - Liviano Dalari, Massa - Salvatore Scandura, Massa -  Angela Petrocitto, Firenze - Maria Ferreri, Massa - Monica Casella, Massa - Fiorella Spadaccini, Massa - Zakaria Jusaf, Massa - Rossano Nocetti, Lucca - Foresto Pizza, Direttivo SPI CGIL, Lucca - Luca Franceschi, Direttivo FILT-CGIL, Lucca - Anna Rita Villa, Lucca - Bianca Maria Bigongiari , Lucca - Mauro Panattoni, Lucca - Anna Rita Vitale, Lucca - Dante Bianchi, Lucca - Boris Giusti, Lucca - Chiara Piercecchi, Lucca - Roberto Fioriti, Lucca - Mario Grisanti, Lucca - Marcello Pantani, Pisa - Pietro Evangelisti, Lucca - Paolo Matteelli, RSU Colged, Lucca - Alessandro Breschi, Lucca - Mario Bortoli, Lucca Agostino Bazzichi, Consigliere comunale Prc, Seravezza - Pier Luigi Incerpi, RSU Colged, Lucca - Simonetta Migliori, Segreteria comunale DS, Lucca -  Alessandra Martinelli, Lucca - Mario Del Sarto, Lucca - Rossano Ricci, RSU Cantoni e Direttivo CGIL,  Lucca - Silvia Cerri, Massarosa - Artan Lici, Lucca - Gaetano Craparo, Segreteria SLC CGIL, Lucca - Aida Mariotti, RSU Cobas scuola, Lucca - Simonetta Piluso, Lucca -Eleonora Spadaro, Lucca - Francesco Di Leo, Lucca - Elio Bachini, Lucca - Barbara Rossi, Lucca - Andrea Sacconi, Lucca - Alberto Mencacci, Lucca - Rossana Federiconi, Lucca - Daniele Guidotti, Lucca - Gian Paolo Marcucci, Lucca - Bianchi Doriano, Lucca - Alfonso Masetti, Lucca - Piero Micheli, Lucca - Alessandro Nardini, Lucca - Gabriele Ciucci, segretario Nidil CGIL , Lucca - Mansueto Visani,  Firenze - Piero Mencaraglia, Lucca - Silvana Poli, Lucca - Piero Albergoni, Lucca - Enio Venturelli, Lucca - Geremia Sirico, Lucca - Vilma Poli, Lucca - Mario Landi, Lucca - Gemma Marchetti, Lucca - Arianna Landi, Lucca - Alfredo Discini, Lucca - Umberto Ferini, Lucca - Simonetta Poli, Lucca - Carlo Suffredini, Lucca - Mauro Palandri, Lucca - Fulvio Valori, Lucca - Mauro Venturini, Lucca - Pietro Salvetti, Lucca - Alessandra Landi, Lucca - Anna Maria Bertei, Lucca - Gianni Bertolotti, Lucca - Giuseppino Demetri, Lucca - Federico Bonucci, Pisa - Enzo Siracusa, Lucca - Massimo Viani, Siena - Michela Mozzillo, Siena - Elisabetta Antichi, Siena - Giulio Pucciarelli, Carrara - Tahani Al Khouri, Lucca - Milena Guidi, Lucca - Moira Giusti, Lucca - Domenico De Luca, Firenze - Stefania Rinaldi, Massarosa - Simone Massei, Camaiore - Nicola Massei, Camaiore - Roberto Tedeschi, Viareggio - Andrea Montaresi, Viareggio - Anna Ghiselli, Forte dei Marmi - Mouraddine Sadkaoui, Pietrasanta - Tamale Sadkaoui, Pietrasanta - Hassan Sadkaoui, Pietrasanta - Alcide Repetti, Seravezza - Giovanna Pezzini, Viareggio - Pinuccia Olivieri, Viareggio - Roberto Sampietro, Viareggio -Gino Marcucci, Pietrasanta - Mariella Orsi, Pietrasanta - Carlo Tomè, Massa - Elena Tozzi, Viareggio - Domenico Marsili, Pietrasanta - Giovanni Tonetti, Massa - Maria Rosa Bernieri, Massa - Alessandro Bertolucci, Viareggio - Mauro Re, Massarosa - Bianca Betti, Forte dei Marmi - Paolo Materazzi, Forte dei Marmi - Iuri Baldassarri, Viareggio - Francesco D'Andrea, Lucca - Patrizio Carrai, Lucca - Pierangelo Grida, Lucca - Simone Grida, Lucca - Lelio Giannetti, Lucca - Christian Sparavelli, Carrara - Beatrice Repetti, Seravezza - Sabrina Nardini, Forte dei Marmi - Lorenzo Nardini, Forte dei Marmi - Dino Nardini, Forte dei Marmi - Piero Capecchi, Empoli


Umbria

Padre Jean M. Benjamin, Assisi - Luca Frisullo, Perugia - Maurizio Donati, Consigliere Regionale del Movimento per l¹Unita¹ dei Comunisti, Umbria - Eros Francescangeli, Perugia - Maria Grazia Ardizzone, Perugia - Moreno Pasquinelli, portavoce del campo Antimperialista - Claudio Abiuso, ecologista, Perugia - Marcello Teti, Perugia - Catia Valentini, Spoleto - Enrico Santopaolo, Assisi - Luigi Nanni, Narni - Giovanni Cenci, Perugia - Alice Ciccone, Perugia - Martina Poderini, Perugia - Paolo Bernardini, Perugia - Fabio Paganini, Perugia - Graziano Marini, Todi - Enrico Mascelloni, Spoleto - Giacomo Zuccarini, Perugia - Ennio Bilancini, Perugia - Lucia Raggetti, Perugia - Emanuele Fanesi, Perugia - Valeria Galli, Spoleto - Concetta Santapà, Narni - Enrico Sodacci, Perugia - Campo Antimperialista, Umbria - Mario Poli Sandri, Spoleto - Andrea Caponeri, Orvieto - Mauro Pasquinelli, Foligno - Cinzia Biscarini, Spoleto, Perugia - Alessio Grezzi, Perugia - Marzio Mariani Marini, Foligno, Perugia - Alessia Monteverdi, Foligno - Francesco Cardinali, Foligno - POSSE, Movimento giovanile - Ilia Montani, Cascia -Ivo Arbore, Spoleto - Michele Gabbiani, Spoleto - Umbria Rossa - Giovanni Teti, Perugia - Daniele Selli, Perugia - Giuseppe Ardizzone, Perugia - Miria Montani, Cascia - Giuseppe Vaccaro, Perugia - Oriana Marchi, Narni - Mireno Passone, Narni - Maurizio Barabani, Perugia - Federico Angeletti, Perugia - D-17, Umbria - Simone Cumbo, Citta¹ di Castello - Francesco Trabolotti, Perugia - Giulio Montanucci, Orvieto - Umbria Contro La Guerra, Perugia - Francesco Mariani, Perugia - Pippo Bizzi, Foligno - Giorgio Sestili, Perugia - Luca Ciarlo, Todi - Paolo Laurenzi, Perugia - Luigi Vincenti, Perugia - Paolo Vinti, Perugia - Piero Gamaitoni, Gubbio - Giacomo Del Buono, Perugia - Eleonora Mincio, Perugia - Lavinia Rosi, Perugia - Luca Lupattelli, Perugia - Diego Mancinelli, Perugia - Valentina Corti, Perugia - Andrea Fonte, Perugia - Roberta Galimberti, Perugia - Nadia Zendaki, Perugia - Masha Alexandre, Perugia - Najdat Zendaki, Perugia - Silvia Ligi, Perugia - Maura Polidori, Pietralunga - Ilaria Cellini, Perugia - Malthus Ibekwe, Perugia - Mauro Porcu, Perugia - Alice Gosti, Perugia - Marzia Nebbiai, Perugia - Elikaoutar Mouna   Deruta - Chergui Karim, Perugia - Wilmer Monroy Robles, Perugia - Roberta Galli, Perugia - Elisa Laschi, Perugia - Mauro Ciotti, Foligno - Francesco Ramacci, Gubbio - Paolo Grungo, Perugia - Cristina Ferretti, Perugia - Marta Piazza, Perugia - Cecilia Damiani, Perugia - Giulia Barabani, Perugia - Redazione voceoperaia.it, Perugia - Andrea Poderini, Perugia - Giulia Fringuelli, Perugia - Erika Sciuttini, Perugia - David Kaczmarek, Perugia - Irene Sestili, Perugia - Giorgio Sestili, Perugia - Francesco Zuccaccia, Perugia - Alessandra Fanesi, Perugia, Giorgio Becchetti, RSU  Manini, Bastia Umbra - Favorito Maria Luciana, Assisi - Mohammed Garhil, Perugia - Said Juhari, Perugia - Belhen Kihc, Foligno - Abderrhane Juhari , Perugia - Niookhtar Abussi, Citta¹ di Castello - Ahmed Figha¹, Perugia - Massouri Ahamed, Perugia - Salah Marghouti, Foligno - Mohammed Ghari, Terni - Mhongi Thounsi; Perugia - Dahid Elhadi, Perugia - Hassan El Ahane, Bastia Umbra - Hassan El Kaouba, Deruta - Renato Burri , Perugia - Francesco Tommasi, Perugia -  Franco Ramoni, Perugia - Stefano Fabei, Passignano sul Trasimeno - Mohammed Akalay, Spello - Fatima Shuneshier, Foligno

Marche

Domenico Losurdo, Urbino - Antonio Stacchiotti, Osimo - Antonio Colazzo, Osimo - Fabio Pasquinelli, segretario circolo PRC di Osimo - Rita Pignoloni, Ascoli Piceno  Bruna Spurio, Ascoli Piceno - L.U.P.O., Osimo - Fabrizio Ferretti, Fabriano - Simone Massaccesi, Ancona - Stefano Spregamini, Fabriano - Barbara Imperiace Fabriano - Angelo Costantini Fabriano - Massimiliano Fioriti, Fabriano - Alessandra Giorgetti, Fabriano - Mirco Polognoli, Esanatoglia - Cinzia Cacciamani, Fabriano - Alessandro Donzelli, Osimo - Elisabetta Agostinelli, Osimo - Andrea Sabatini, Osimo - Anna Mignanelli, Osimo - Andrea Ferrini, Ancona - Gianmarco Burgdofer, Osimo - Stefano Giuliodori, Osimo - Matteo Morbidoni, Osimo -  Graziano Marchetti, Osimo - Luca Mastroleo, Osimo - Gabriele Mastroleo, Macerata - Danilo Carloni, Osimo - Ada Colazzo, Ancona - Alessandro Baleani, Offagna - Annamaria Parro, Osimo -  Roberto Pasqualini, Osimo - Andrea Attili, Osimo - Fabio Pettirossi, Osimo - Lorenzo Bompadre, Osimo - Angelo Marcelli, Fabriano -Alessandra Soprani, Osimo - Alessia Panfili, Fabriano - Goffredo Bellocchi, Sassoferrato - Simone Bompadre, Osimo - Martina Penacchitti, Chiaravalle - Silvia Conti, Fabriano - Angela Alicino, Fabriano - Alessandro Di Roberto, Osimo - Arianna Mazzieri, Osimo - Ivan Silvestrini, Fabriano - Barbara Marcantoni, Fermo - Gabbianelli Stefano, Ancona - Cinzia Rafanelli, Sant'Elpidio a Mare - Mina Pascucci, Macerata - Graziella Stecconi, Ancona - Lucio Billwiller, Ascoli Piceno - Collettivo Cozzeamara, Porto S. Giorgio - Andrea Soprani, Osimo - Giacomo Fileni, Porto S. Giorgio -  Paolo Pennente; Porto S. Giorgio - Marco Simoni, Fermo - Stefano Luciani, Fermo - Daniele Petromilli, Castelfidardo - Luca Spinsanti, Castelfidardo -  Angelo Santolini, Osimo - Andrea Carancini, Fabriano - Stefano Liberati Fermo  - Fabrizio Iommi, Fermo - Paola Simonelli, Fermo Alessandra Brunamontini, Fermo - Chiara Santarelli, Fermo - Luca Silenzi Montegranaro - Giacomo Maroni, indipendente P.R.C., assessore cultura, Porto San Giorgio

Lazio

Luigi Cortesi, Roma - Roberto Massari, Bolsena - Aldo Bernardini, Roma - Claudio Moffa, Roma - Stefano De Angelis, Roma - Cristina Corradi, Roma - Fabio Polichetti, Roma - Ingrid Sattel, Roma - Giancarlo Paciello, Roma - Carlo Corbucci, Roma - Sara Ardizzone, Roma - Alessio Brignone, Aprilia - Giancarlo Ferrara, Roma  - Luigi Tedeschi, Roma - Maria Carotenuto, Roma - Tiberio Graziani, Roma - Carlo Muscetta, Roma - Gianvito Conca, Roma - Motoko Nakajima, Roma - Giuliano Greggi, Roma - Alberto Di Fazio, Roma - Roberto Testero, Roma - Antonella Tiburzi, Roma - Biagio Cacciola, Fiuggi - Paolo Felici, Roma - Spazio Radio, Roma - Ambienteweb, Roma - Francesco Vozza, Roma -Anatolia/Info, Roma - Fabio Cutaia, Roma -  Patrizia Rivi, Roma - Irene Tolu, Roma - Silvia Testa, Roma - Michele Tavassi, Roma - Salvatore Leonardi, Latina - Ivan Istrijan, Roma - Marco Hamam, Roma - Maurizio Neri, Roma - Paolo Gentile, Roma - Luca Palmerini, Roma - Mario Albanesi, editorialista di Tele Ambiente, Roma - Giorgio Vitali, pres. Federazione Nazionale Quadri Informazione Scientifica e Ricerca, Roma - Roberto di Nunzio, Roma - Massimo Carota, direttore di Reporter Associati, Roma - Unione delle Opposizioni Sindacali di Classe, Roma - Redazione de la Nostra Lotta, Roma – L’altra cultura, Roma - Critica Comunista, Roma - Lotta e Unità, Roma - Roberto Manzone, Roma - Laura Brustia, Roma - Marta Moriconi, Roma - Palestina Libera, Roma - Daniele Frongia, Roma - Andrea Fantoni, Aprilia - Michele Fadda, Roma - Monica Neri, Rieti - Susanna Neri, Rieti - Rosaria Schirò, Rieti - Teresa Coppola, Roma - Renato Rivi, Roma - Angelo Faro, Roma - Barbara Caponera, Roma - Antonella Solidari, Roma - Francesco Proni, Roma - Maria Rita Diociaiuti, Roma - Annelise Ruetsch, Roma
- Gudrun Kiess, Roma - Marina Seren, Roma - Loredana Morandi, Roma - Lorenzo Trombetta, Roma - Lorenzo Borrè, Roma - Mohammed Al Khald, Roma, - Francesco Zanchini, Roma - Lucio Martelli, giornalista e scrittore, Roma - Fabio Martelli, Roma - Paola Martelli, Roma

Abruzzo

Fausto Lucca, Teramo - Franco D’Attanasio, Ortona - Davide Damario, Teramo - Manuela Graziani, Teramo - Vincenzo Cialini, Teramo - Andrea De Angelis, Teramo - Luca De Leonardis, Teramo - Stefano Torello, Chieti - Nicola Scamuffo, Chieti - Stephanie Claire, Roseto degli Abruzzi - Onlus "Solidarietà internazionale con...”, Teramo

Molise

Giuseppe Pittà, Campobasso

Puglie

Network per i diritti globali, Barletta - Maria Grazia Illuzzi, Bari - Nicola Monterisi, Andria - Luigi Longo, Foggia - Giovanni Colazzo, Lecce - Angela Doniselli, Barletta - Vincenzo Matteucci, Barletta - Francesco Filannino, Barletta  - Gianni Doria, Puglia -  Fausto Cosma, Lecce -  Gianni Doria, Trani - Roberta Simini, Bari - Antonella Di Giorgio, Barletta - Monica Ruocco, Università degli Studi di Lecce - Luigi Antonio Fino, Bari

Basilicata

Radici Festival, Potenza

Campania

Mara Malavenda, Napoli - Vittorio Granillo, Napoli - Ugo Maria Tassinari, Pozzuoli - Josè Mazzei, Pozzuoli - Coordinamento provinciale SLAI-Cobas, Napoli - Massimo Moroni, Benevento - Luigi Mosca, Napoli - Elsa Ferrazzano, Caserta - Camillo Coppola, SLAI-Cobas Pomigliano D’Arco - Isabella Camera d'Afflitto, Università di Napoli l'Orientale - Emilio Lambiase, Cava dei Tirreni - Alessandra Riccio, Napoli - Nello De Bellis, Salerno - Giuseppe Aragno - Napoli - Amedeo Curatoli, Napoli - Ahmad Tailakh, Napoli - Fares al-Jaramneh, Ist. Univers. Orientale di Napoli - Gallo Francesco Napoli - Alessandra Valle, Napoli - Simone Sibilio,  Napoli

Calabria

Laura Corradi, Università della Calabria - Rocco Carbone, Cosenza - Silvio Mancini, Catanzaro - Tonino Jiritano - Catanzaro - De Marco Giuseppe - Cosenza - Eleanor Londero, Cosenza - Tricoci Giuseppe, San Giovanni in Fiore

Sicilia

Davide Antona, Agrigento - Claudio Tamagni, Trapani - Fabio Massimino, Acireale - Alessandro Lattanzio, Catania - Stefano Di Malta, Pantelleria - Matteo Boscarelli, Ragusa - Pavia Elsa Rita Pantelleria - Salvatore Restivo Pantelleria - Tania Sanfilippo, Catania - Flora Arcuri, Palermo - Cristina Fatta Del Bosco, Palermo - Giuseppa Iole Cavallaro, Palermo - Silvestro Lo Cascio, Enna - Santo L'Episcopo, Troina - Vinci Francesco, Agrigento - Carmelo Rosario Viola, Acireale


Sardegna

Bustianu Cumpostu, Coordinatore nazionale di Sardigna Natzione Indipendentzia Sardigna - Roberto Nieddu, Comitato politico PRC, Sardegna - Comitato spontaneo di lavoratori e studenti  sassaresi contro la guerra - Giovanni Squintu, Tula - Francesco Ibba, Sassari - Enrico Fedi, Cagliari - Emanuele Puddu, Tula - Silvana Serusi, Tula - Ilaria Campezi, Tula - Giovanni Cocco, Tula - Tomaso Squintu, Tula - Tiziana Fresu, Tula - Gabriele Arras, Sassari - Simone Olla, Quartu Sant¹Elena - Alberto Cordeddu, Selargius - Milena Zichi, Nuoro - Massimo Pistis, Oristano - Salvatore Achena, Tula - Antonio Pintadu Tula - Baravaglia Giovanni Tula - Franca Solinas, Tula - Campus Massimiliano Tula - Vincis Silvana, Tula - Asole Angelo, Tula - Cocco Fernando, Tula - Vincis Giuseppe, Tula - Sechi Stefano, Tula - Achena Loredana, Tula - Alessia Tranquilli, Cagliari - Mariella Setzu, Cagliari - Mariangela Pedditzi Cagliari - Fiamma Blandina, Cagliari - Giuseppe Irde, Cagliari - Michele Atzori, Cagliari (dr.drer) Alessandra Salis, Cagliari - Nino Canu, Ossi - Rita Pani, Carbonia - Lucio Congiu, Florinas - - Raffaele Fadda - Cagliari - Gabriele Dessi , Sassari - Caterina Tani, Sassari - Franbco Bussu, Sassari - Antonio De Sole, Ittiri - Sara Ingenuo, Sassari - Riccardo Tedde, Sassari - Gianmarco De Sole, Sassari - Francesca Ambu, Sassari - Luigi Scarpa, Sassari - Leonardo Carta, Villanova M. - Daniela Meloni, Villanova M - Antonietta Dore, Ittiri - Alessandro Zoppi, Sassari - Abramo Marchisio, Sassari - Cosimo Campus, Sassari - Davide Brundu, Sassari - Gavinuccio Manca, Sassari - Luca Striano, Porto Torres - Carla Galano, Porto Torres - Salvatore Meloni, Ittiri - Gian Mario Carta, Ittiri - Paola Cadeddu, Alghero - Rosalia Barmina, Nule - Nino Agnesa, Sassari - Luna Valenti, Sassari - Rosa Conconi, Sassari - Tino Mastino, Sassari - Antonello Usai, Sassari - Antonio Sechi, Sassari -  Pamela Murgis, Sassari - Simonetta Locci, Porto Torres - Carmelo Mastino, Sassari - Camilla Fiori, Usini - Aldo Nieddu, Ploaghe - Giovanna Muggiolu, Ploaghe - Francesca Peruzzu, Ploaghe  - Tore Urgeghe, Sassari - Michele Attori, Orosei - Giuseppe Marras, Sassari - Nicola Mulas, Ploaghe - Gabriele Casu, Chiaramonti - Giommaria Chessa, Sassari - Elisabetta Piras, Sassari -  Alessia Marcellino, Sassari - Alessandro Piras, Sassari  - Simone Fadda, Sassari - Marcello Sechi, Sassari - Fabiola Piga, Sassari - Marcello Scalas, Sassari - Daniele Cabras, Sassari - Sara Marcellino, Sassari - Ivo Vargiu, Sassari - Alina Cabitza, Ozieri - Daniela Cossiga, Sassari - Valeria Cherubini, Sassari - Ilaria Spanu, Sassari - Francesca Cerchi, Sassari - Orietta Sini, Muros - Claudia Pes, Campanedda - Francesca Concas, Sassari - Leonardo Tanda, Sassari - Ilaria Rassu, Sassari - Antonio Sanna, Ploaghe - Antonio Abbotto, Sassari - Rita Pudala, Sassari - Cristina Calvisi, Olbia - Maria Saba, Olbia - Antonella Sanna, Ittiri - Beatrice Mura, Sassari - Marco Casu, Sassari - Giuseppe Dachena, Sassari - Alice Capitta, Sassari - Fabio Mulas, Porto Torres - Alessandro Zirulia, Porto Torres - Marco Angioi, Sennori - Riccardo Bianchi, Sennori - Emiliana Casu, Sassari - Salvatore Brozzu, Sassari - Alessandra Sini, Sassari - Noemi Monti, Sorso - Luigi Mellino, Siligo - Salvatore Tola, Sassari - Paolo Cerchi, Porto Torres - Luca Lambroni, Sassari - Giorgio Sechi - Sassari - Giovanni Linusa, Sennori - Rosanna Satta, Sassari - Giancarlo Cana, Sassari - Consuelo Lai, Sassari - Alberto Lisci, Sassari - Gianfranco Pretti, Sassari - Giulietta Salis, Sassari - Antonio Piras, Sassari - Fabrizio Rassu, Sassari - Sheila Toti, Olbia - Donatella Frongia, Samugheo - Nicola Camedda, Sassari – Daniele Masia, Sassari - Sandro Sechi, Sassari - Luca Angius, Sassari - Cinzia Masala, Ploaghe - Patrizia Mura, Cagliari - Leone Laria, Cagliari - Patrizia Mura, giornalista, Cagliari

Dall’estero


- Awni Al Kalemji (*), Alleanza Nazionale Irachena (Opposizione patriottica)
- Ahmed Karim, Curdistan, Corrente Patriottica del partito Comunista dell’Iraq
- FPLP, Fronte Popolare di Liberazione della Palestina
- Movimento “Abnaa el Balad”, (Figli della Terra), Palestina
- Jaime Yovanovic Prieto, (Prof. J.), Cile
- Mumbai Resistance 2004, Bombay, India
- Gioventù Islamica, Nuova Delhi, India
- DHKC-P, Fronte Rivoluzionario di Liberazione del Popolo, Turchia
- KKE/ml, Partito Comunista di Grecia, ml, Atene, Grecia
- EEK, Partito Operaio Rivoluzionario, Grecia
- Messauodi Abdelaziz, Morocco
- Chokri Latif, Comitato Popolare per la Palestina, Tunisia
- Migrante Europa, Olanda
- Abdallah Elharif, Voce Democratica, Marocco
- CLAJADEP, America Latina
- Colectivo Libertad, Messico
- Fabrizio Vielmini, Human Dimension Officer, OSCE Centre in Almaty, Khazakstan
- Silvio Maddalena, Neuchatel, Svizzera
- Mário Maestri, storico, Porto Alegre, Brasile
- Florence Carboni, linguista, Porto Alegre, Brasile
- Ziad elJishi, Texas, Stati Uniti d’America
- Dr LEY-NGARDIGAL  Djimadoum, Ciad
- ACTUS, Azione del Ciad per l’Unità e il Socialismo, Ciad
- FDUP, Fronte Unito per lo Sviluppo e la Pace, Ciad
- Mohamed Regragui, Marocco
- Comitato Popolare di Appoggio al popolo palestinese, Tunisia
- Via Democratica, Marocco
- Via Democratica, Marocco, sezione di Lille, Francia
- Willi Langthaler, Uffico Permanente del Campo Antimperialista, Vienna
- Serge Thion, Parigi, Francia
- Isabella Dos Santos Caracas Venezuela
- Giovanna Lelli, Coordinator for Palestinian & Israeli Issues
- Ass. of World Council related Development Organisations in Europa Bruxelles Belgio
- Blagovesta Doncheva, Sofia, Bulgaria
- Bjorg Karin Skjold, Bergen, Norvegia
- Antonio Stasi, Bergen Norvegia
- Valentina Martufi, Oxford, Inghilterra
- Sara Varanese, Abingdon, Inghilterra
- Sergio Barenco, Arbedo,  Svizzera
- Francoise Fontanel, Parigi, Francia
- Sufi Khaliq Balooch, segretario del Partito Comunista operaia e Contadino, Pakistan
- Djimadoum LEY-NGARDIGAL, Ciad
- Serena Schiavone, Madrid
- Pasquale Zufolo, Arbedo, Svizzera
- Gennaro Corcella, fisico, Monaco di Baviera, Germania.
- Lega Comunista Rivoluzionaria, Austria
- Fronte di Sinistra, Ungheria
- Lega Comunista Rivoluzionaria, Turingia, Germania
- Comitato Antifascista, Duisburg, Germania
- Dr. Hisham Bustani, Socialist Thought Forum, Jordan
- Gerhard Drexler, membro dell’Opposizione del KPÖ, Austria
- Heninng v. Stoltzenberg, Antifaschistisches Komitee Duisburg
- Thomas Zmrzly, Initiativ e.V. - Verein für Demokratie und Kultur von unten
- Witold Fischer, Associazione dei Liberi Pensatori, Jena, Germania
- Peter Szekely, Segretario del Fronte di Sinistra, Budapest, Ungheria
- Lucilla Bertani, Galway, Irlanda
- Aicha El Aloui, Marocco
- Doris Höflmayer, Vienna, Austria
- Martin Weinberger, Vienna, Austria
- Natascha Zillner, Vienna, Austria
- Nadia Sindi, Eugene, Oregon, USA
- Charlotte Malterre, architect, Marseille, Francia
- Luca Anceschi, LaTrobe University, Melbourne, Australia
- Franz Pöschl, KPD/ML (Roter Stern)
- Marianna Dalle Molle, Monaco, Germania.
- AnaMaría Vera Smith, Città del Messico
- Ana Cecilia Lazcano, Città del Messico
- Oralba Castillo Nájera, Città del Messico
- Raquel Gutiérrez, Città del Messico
- www.anti-glob.narod.ru, Russia
- Elena Borisova, Resistenza contro la Globalizzazione, Russia
- Hamza Elmas, Istambul, Turchia
- Nizanettin Azcan, Istambul, Turchia
- Leynep Elinì, Istambul, Turchia
- Alituat Toptas,Istambul, Turchia
- Ayhan Kycyil, Istambul, Turchia
- Attivisti per la Liberazione della Palestina, New Brunswick, New Jersey, USA
- Feroze H. Mithiborwala, Nuova Delhi, India
- Yuva Bharat, Nuova Delhi, India

 

(*)Chi e' Awni Al Kalemji, il portavoce della Resistenza irachena

«Sono nato a Baghdad, nell’Iraq, nel 1941. Ho completato lì la scuola media superiore e sono entrato nell’accademia militare. Dopo tre anni, sono uscito diventando ufficiale dell’esercito iracheno. Durante quegli anni, ho sempre svolto attività politica e ho partecipato alle molte manifestazioni contro il potere filo-coloniale in Iraq prima del periodo di Saddam Hussein. Fondai, con George Habash alla fondazione del Movimento Nazionalista Arabo (da cui nascerà il FPLP, ndr) e presi parte a tre tentativi di colpo di Stato, uno dei quali contro il famoso leader iracheno, Abdel Salam Aref. Ho servito il mio paese dal 1961 al 1971 come ufficiale, e ho servito in diverse città dentro e fuori l’Iraq. Nel 1971, sono stato messo a riposo. L’ordine proveniva da Saddam in persona: all’epoca era vicepresidente, ma anche il vero detentore del potere nel paese. La decisione non mi colse di sorpresa, vista la mia storia politica e il gran numero di tentativi insurrezionali a cui avevo preso parte. Alla fine del 1971, oramai oppositore del governo di Saddam Hussein, sono fuggito in Siria perché sapevo che mi avrebbero ucciso se fossi rimasto ancora nel mio paese. In Siria, sono entrato a far parte dell’opposizione irachena, e ho condotto intensa attività politica, diventando uno dei più noti leader dell’opposizione. Nel 1986, è sorto un grosso conflitto tra il mio partito e il governo siriano a causa del ruolo di quest’ultimo nella guerra Iran-Iraq. Il governo siriano sosteneva l’aggressione iraniana, mentre noi ci opponevamo. Nel 1988, sono fuggito in Danimarca. Dopo la Guerra del Golfo del 1991, ho preso una ferma posizione contro gli Stati Uniti, e assieme ad alcuni partiti abbiamo costituito quella che oggi si chiama la Coalizione patriottica irachena, diventandone portavoce.

La coalizione prese una ferma posizione contro gli USA e contro l’embargo anti-iracheno, perché capiva che lo scopo degli USA era di invadere l’Iraq, impossessandosi del suo petrolio e di distruggere l’identità irachena. Essendo cosciente di ciò, la coalizione riteneva che l’unico modo per tenere testa contro la guerra che stava per arrivare (la recente aggressione anglo-americana, ndr) consistesse nell’unire il popolo iracheno sotto un regime democratico e multipartitico, con una stampa libera. Perciò abbiamo iniziato un dialogo con il regime iracheno per convincerlo a effettuare i necessari cambiamenti prima che fosse troppo tardi. Il regime iracheno finì per convincersene, ma il tempo fu troppo poco e la guerra iniziò.
Oggi, nonostante abbia superato di parecchio i sessant’anni, mi trovo di nuovo in una posizione in cui non posso starmene con le mani in mano. Devo fare tutto ciò che posso per combattere gli invasori americani, fino a morire oppure a vederli fuori dal mio paese.»

Awni Al Kalemji
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~


FIRMA E DIFFONDI L'APPELLO per una manifestazione nazionale il 13 dicembre a Roma

CON IL POPOLO IRACHENO CHE RESISTE

per adesioni indica nome, cognome e città scrivendo a: 13dicembre@iraqlibero.net
per informazioni e adesioni potete telefonare al NUMERO VERDE: 800 031 533




permalink | inviato da il 5/11/2003 alle 17:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


1 novembre 2003

W Carlo

 

Carlo Martello (? 689 - Quierzy 741), principe carolingio del regno franco d'Austrasia. Figlio illegittimo di Pipino di Héristal, maestro di palazzo durante il regno degli ultimi sovrani della dinastia merovingia, alla morte del padre (714) Carlo venne imprigionato dalla matrigna, ma nel 715 riuscì a fuggire e venne a sua volta proclamato maestro di palazzo. Dopo aver vinto una guerra contro il regno di Neustria, Carlo divenne il personaggio più potente del regno franco. Intraprese una serie di guerre contro gli alamanni, i bavari e i sassoni, ma il suo più importante successo militare fu la vittoria nella battaglia di Poitiers contro gli arabi di Spagna nel 732. L'esito del conflitto determinò l'arresto dell'avanzata dell'Islam, che aveva messo in allarme tutta la cristianità; nel 739 Carlo respinse una seconda invasione dei musulmani e tolse loro il possesso dei territori a nord dei Pirenei. Alla sua morte divise il principato tra i due figli Carlomanno e Pipino il Breve.




permalink | inviato da il 1/11/2003 alle 17:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


16 giugno 2003

Nuntereggaepiù

Rino Gaetano
Nuntereggae più

Abbasso e alè
abbasso e alè
abbasso e alè con le canzoni
senza fatti e soluzioni
la castità
la verginità
la sposa in bianco il maschio forte
i ministri puliti i buffoni di corte
ladri di polli
super pensioni
ladri di stato e stupratori
il grasso ventre dei commendatori
diete politicizzate
evasori legalizzati
auto blu
cieli blu
amore blu
rock and blues
Nuntereggae più

Eya alalà
pci psi
dc dc
pci psi pli pri
dc dc dc dc
Cazzaniga
avvocato Agnelli Umberto Agnelli
Susanna Agnelli Monti Pirelli
dribbla Causio che passa a Tardelli
Musiello Antognoni Zaccarelli
Gianni Brera
Bearzot
Monzon Panatta Rivera D'Ambrosio
Lauda Thoeni Maurizio Costanzo Mike Bongiorno
Villaggio Raffa Guccini
onorevole eccellenza cavaliere senatore
nobildonna eminenza monsignore
vossia cherie mon amour
Nuntereggae più
Immunità parlamentare
abbasso e alè
il numero 5 sta in panchina
s'è alzato male stamattina
mi sia consentito dire
il nostro è un partito serio
disponibile al confronto
nella misura in cui
alternativo
aliena ogni compromesso
ahi lo stress
Freud e il sess
è tutto un cess
ci sarà la ress
se quest'estate andremo al mare
solo i soldi e tanto amore
e vivremo nel terrore che ci rubino l'argenteria
è più prosa che poesia
NUNTEREGGAE PIU'
Ue paisà
il bricolage
il quindicidiciotto
il prosciutto cotto
il quarantotto
il sessantotto
il pitrentotto
sulla spiaggia di capocotta
Cartier Cardin Gucci
portobello e illusioni
lotteria a trecento milioni
mentre il popolo si gratta
a dama c'è chi fa la patta
a settemezzo c'ho la matta
mentre vedo tanta gente
che non c'ha l'acqua corrente
e non c'ha niente
ma chi me sente...
ma chi me sente
e allora amore mio ti amo
che bella sei
vali per sei
ci giurerei
ma è meglio lei
che bella sei
che bella lei
vale per sei
ci giurerei
sei meglio tu
che bella sei
NUNTEREGGAE PIU'

Maurizio Costanzo-
 NUNTEREGGAE  PIU'
Maria de Filippi
 NUNTEREGGAE PIU'
Cossutta
 NUNTEREGGAE PIU'
 Fausto Bertinotti
 NUNTEREGGAE PIU'
 Striscia la Notizia
 NUNTEREGGAE  PIU'
Antonio Ricci
 NUNTEREGGAE PIU'
Guglielmo Epifani
 NUNTEREGGAE PIU'
Jovanotti
 NUNTEREGGAE PIU'


 




permalink | inviato da il 16/6/2003 alle 17:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


15 giugno 2003

Sono solo dei Comunisti .

 

Comunisti Cinesi. Super?

 In Cina la prima banca dello

"sperma intelligente"

 

PECHINO (CNN) -- E' nata in Cina la prima banca dello "sperma intelligente", che accetta solo donatori altamente istruiti. 400 donne sono già in lista d'attesa per la fertilizzazione.  La banca ha bisogno di donatori. Quattro anni dopo essere stata realizzata - nel 1999 - ha meno di 20 donatori.

"Il più grande problema che dobbiamo affrontare è la mancanza di donatori adatti" ha spiegato il direttore della Banca, Huang ping.

La creazione di questo centro, quattro anni fa, nella zona sud-occidentale della città di Chengdu, fece scoppiare una polemica fra i media cinesi riguardo agli obiettivi che si volevano raggiungere con la creazione di una banca che accettava sperma solo da uomini intelligenti e di istruzione superiore.Ai donatori è richiesto, infatti, di avere requisiti accademici o qualifiche equiparabili almeno a quelle dei professori universitari. Il processo di selezione può richiedere anche fino a sei mesi, perché, come ha spiegato Huang "i potenziali donatori sono uomini molto impegnati e hanno poco tempo da dedicare a quest'attività".La Cina ha una popolazione che ormai raggiunge 1.300.000.000 di persone. Di conseguenza la maggior parte degli sforzi delle famiglie cinesi sono mirate a ridurre le nascite. Nonostante ciò, riferisce l'Agenzia di notizie Xinhua, il governo ha iniziato a finanziare la ricerca sui trattamenti per la fertilità, le banche per lo sperma e vari altri modi per aiutare le coppie senza figli a concepireSecondo l'Agenzia Xinhua, quattro coppie sono riuscite ad avere bambini con l'aiuto della banca dello sperma Chengdu. La crescita del primo nato fra i quattro - che attualmente ha due anni - sarà seguita attentamente dal centro a scopi di ricerca, su di lui, alla fine dello studio il centro realizzerà un rapporto.

 




permalink | inviato da il 15/6/2003 alle 10:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


16 maggio 2003

Non ci credo!

Forza Italia lavora per il Brasile di Lula .

Il deputato-fiscalista di Forza Italia Vittorio Emanuele Falsitta è in procinto di diventare una specie di icona nel Brasile «rosso» del presidente Lula da Silva. Inventore della proposta (mai approvata) di «porno-tax» (un balzello sulla produzione e il commercio di materiale pornografico), Falsitta aveva partecipato nel gennaio scorso al Forum mondiale dei no global a Porto Alegre per presentare un'altra sua proposta, quella di un fisco-etico, cioè un meccanismo capace di redistribuire a scopi umanitari una parte maggiore del gettito.
Incuriositi, alcuni politici brasiliani del partito del premier Lula lo hanno invitato nel loro paese, dove il deputato azzurro è stato nella scorsa settimana, tenendo quattro conferenze di cui tre nel parlamento di Brasilia.
Falsitta e Lula, che ha molto apprezzato le idee dell'italiano, sono diventati amici, e hanno convenuto di rivedersi quando il secondo verrà in visita in Italia.




permalink | inviato da il 16/5/2003 alle 11:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


23 aprile 2003

ATTENTI AL SITO "FANTASMA" 709!!!!!!!!!!

riceviamo da un giornale telematico e inoltriamo

ATTENTI AL SITO "FANTASMA" 709!!!!!!!!!! Una truffaldina vera estorsione circolante in internet

A proposito del.... sito "fantasma" 709.
Molti utenti hanno dichiarato per telefono a Radiocolori di essere stati gabbati dal sito fantasma" 709 del quale non si sono mai serviti o non volevano servirsi. Poichè le bollette da capogiro erano state emesse dalla Telecom, molti si sono rivolti alla Telecom,
ma ebbero solo evasive risposte e ingiunzioni di pagamento (more solito nello "stile" Telecom.....)
Spero che molti utenti ascoltino le "spiegazioni" di -Radiocolori - RAI 1- in onda tutti i giorni alle 12.30-13- sulle interferenze internet del 709, che appioppa tramite la Telecom bollette da capogiro. A Radiocolori si è parlato di rischio permanente 709, di un Daleo, responsabile Telecom, di enti di vigilanza e di garanzia, è intervenuta Donatella Pozzi da Torino, rivoltasi inutilmente più volte al 187, e con fax alla Telecom per avere il tabulato.... chiama e richiama, scrive e riscrive dal 25 marzo e non ottiene alcuna risposta, chiede inutilmente il codice di disabilitazione (per ben 4 volte) di 709 inutilmente. "Ci sono problemi per disattivare il 709" -rispondono alla fine-. "Le bollette sono gonfiate dal 709" -precisa la Telecom-... ma non posso farci niente!"
"Questi truffaldini intrallazzi -chiede Radiocolori- a quando risalgono?!" Inutili le denunce fatte alla Polizia Postale o al 187.
Da Avellino Domenico D'Andrea si lamenta della stessa cosa:.. il 187 dice che non è possibile disattivare il 709.
Poi il prof. Tampognano di Siracusa è in orbita da marzo 2000 per bollette gonfiate dal 709. Anche lui dice a Radiocolori che il 187 "non può farci niente"! Interviene un pezzo grosso della Telecom: "siamo molto..., dispiaciuti"! La disabilitazione gratuita non riesce (!!!!) a disabilitare il 709 ma è possibile, via Telecom, disabilitarla "a pagamento"!!!! Costo orientativo: 13.63 euro ma poi ha parlato di 4.34 euro di "canone bimestrale", per la disabilitazione. Si incorre però in attivazioni e disattivazioni... successive e alternate!!!!!. Poi prosegue: "Telecom sta... studiando il fenomeno da molto tempo... -da quando? chiede Radiocolori-....dal 1999, prima che saltasse fuori il 709. Ma allora?- chiede Radiocolori-... ci vuole "prevenzione", dice Telecom, andare per internet non è un giochetto da ragazzi.... ma Telecom, su richiesta, manda agli utenti rapinati un modulo da riempire per chiedere la disattivazione... a pagamento!. Poi entra in scena un avvocato e il commissario Malacorda. Si! dice; è possibile disabilitare... ma non in forma automatica e neppure permanente!!!! E non certo gratuitamente.
Ma il cliente... se vuole... può farlo. E qui si conclude la storiella tra reciproci battibecchi e interventi da azzeccagarbugli.
Poi interviene una certa Anna Marra che parla di... fisiologia e patologie internet precisando che Telecom si sobbarca... 25 milioni di utenti! La mia idea e il mio rimedio? Farsi dare dalla Telecom, volente o nolente, con le buone o  con le cattive l'indirizzo esatto di 709. (Se vuole lo rintraccia di certo, Telecom a chi li manda i soldi? Altrimenti dove vanno a finire?
E con quale diritto? Se li intasca lei?) Avuto quell'indirizzo, andarlo a trovare e scaricargli in testa sette colpi di pistola calibro nove lungo (non si sa mai!). Ma cosa fa lo Stato? Cosa fanno Enti e Associazioni varie a delinquere se non proteggere i farabutti? 
Non tengono forse il sacco ai ladri? Nel caso capitasse anche a voi avvertite della "faccenda" l'Autorità per la Informatica pubblica tallarita@alpa.it , l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni - info@agcom.it , il Garante della Privacy Professor Rodotà garante@garanteprivacy.it  e la Polizia di internet polizia.comunicazioni@mininterno.it 
Cordiali saluti Adalberto della Spezia. 
 
Il giornale telematico ha effettuato una verifica chiamando il 187
ed ha chiesto se per caso la sua linea telefonica avesse mai avuto collegamenti con il "Sito fantasma" 709 e come può avvenire
di collegarsi inconsapevolmente ad un sito per il cui collegamento si paga sia il normale prezzo del traffico alla Telecom o ad altro proprio gestore telefonico, sia ad un altro gestore (motivo delle bollette da capogiro praticamente raddoppiate e spesso con tariffa di chiamata all'estero). Il 187, verificando il traffico di tre bimestri, non ha trovato alcun collegamento al 709 o ad altri tipi di siti a pagamento (perchè -ha spiegato- questi tipi di siti, non è solo il 709 ma ne esistono parecchi "in agguato", Telecom a richiesta degli utenti li individua dalla numerazione telefonica) e sono siti italiani e stranieri. Inoltre si tratta di siti particolari: pubblicitari, commerciali (fare molta attenzione a non collegarsi mai agli URL ed ai LINK contenuti nei vari messaggi spam di e-mail commerciali, pubblicitarie, erotiche, con offerta di studio di lingue straniere, vincita di viaggi premio, acquisti, vendite on line, suonerie, sms, cellulari, ai link dei "Remove", "Cancellami dalla lista", "Clik here for remove", "Se non vuoi ricevere ulteriori email Clicca qui" "Siamo a tua disposizione!" "Vuoi guadagnare stando seduto davanti al tuo pc?" "Ti regaliamo una occasione unica!", "Sei fortunato! Hai vinto un soggiorno all'estero!" ecc ecc che ricevete). Fidarsi solo dei Remove via e-mail non via link.
Attenti anche agli HOAX ("bufala informatica") vedi su http://www.fighters4web.com/pagine/testi/hoax.html 
E' consigliato di evitare i collegamenti sovracitati ma di prendere gli header dei messaggi di spamming, cercare su questi
il numero di ip con cui ha viaggiato il messaggio indesiderato e con questo trovare provider e relativi abbonati-mittenti sul sito
&searchtext=212.183.173.221&do_search=Search 
quindi inviare il tutto all'abuse del provider, (l'abuse lo trovate su questo sito), cui è abbonato il mittente evitando assolutamente contatti diretti sia con questo che con i link contenuti nell'e-mail ricevuta, aggiornare l'antivirus una volta la settimana ed evitare la linea ADSL.che è, in pratica, una porta sempre aperta ai maleintenzionati che vogliono entrare nel vostro pc allo scopo di prelevare dati, password, carte di credito ecc o di innestarvi virus informatici per impossessarsi di tutti i vostri dati, documenti, ecc ecc.




permalink | inviato da il 23/4/2003 alle 19:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


6 aprile 2003

"La sconfitta delle false ideologie".

"La sconfitta dei falsi  pacifisti e delle false ideologie".
Dopo la  chiesa con la dichiarazione di Monsignor Giuseppe Betori Segretario Generale della C.E.I.  , la retromarcia di Rutelli con la sua margherita.
Il leader della Margherita condanna "l'antiamericanismo" e prende le distanze dai pacifisti senza se e senza ma. Duro con gli alleati: "Col voto di ieri si è conclusa una fase, neppure  Prodi (il veggente) può aiutarci".
 
 
La figura fatta da Bertinotti e compagni.

Fausto e Ollio.jpg

Anche se la foto non rende onore a Stan Laurel Oliver Hardy
 
 
 
 




permalink | inviato da il 6/4/2003 alle 11:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


1 aprile 2003

E se il popolo Italiano reagisse?

 
 
Fino a quando dobbiamo sopportare queste cose?
 
E se il popolo Italiano  reagisse? 
 
R&R
 
Riassumo un fatto avvenuto giorni fa a Castello (FI) e riportato su vari giornali. Due estracomunitari sono entrati nel Bar della Stazione (quello che è di fronte alla stazione proprio in angolo) ed hanno chiesto al proprietario di togliere la bandiera americana che lui aveva messo dentro il bar vicino alla macchina del caffè. questo si è rifiutato dicendo loro che se non gli stava bene vederla potevano andare a prendere il caffè da un 'altra parte. Questi se ne sono andati e dopo un poco sono ritornati con altri (un gruppo di una diecina di compatrioti)  ed è successo un po' di gazzarra. Sono giunti i carabinieri che dopo aver riportato la calma ,hanno consigliato il barista a togliere la bandiera per evitare incidenti più gravi. Il barista ubbidiente , ma non soddisfatto ha scritto a vari giornali ed anche al sindaco , che si è tirato fuori dicendo che informatosi presso i C.C.e  non risultando denunce per lui (scusa lei)  non è accaduto niente.
A Granaiolo ad uno che aveva la bandiera americana in macchina, nella notte gli hanno rovesciato un barattolo di vernice rossa su tutta la macchina. A Fucecchio, sempre estracomunitari sono entrati in un negozio che vende jeans americani, ed hanno obbligato la commessa impaurita a toglierli dalla vetrina. 
Questa è la Toscana, regione rossa, paese dei pacifisti con una manifestazione al giorno e fiaccolata di domenica. Questo avviene nell'Italia dove governa il centro-destra.
 




permalink | inviato da il 1/4/2003 alle 11:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


31 marzo 2003

La madre dei Miserabili è sempre incinta e non abortisce mai .

 
La madre dei Miserabili è sempre incinta e non abortisce mai .
Questa è la loro libertà nella  democrazia .
Una vergogna .
 
 
Minacce ai pro americani.

Mercoledì 26/03 sono stato ospite a Tele Lombardia, in una trasmissione che
ha messo faccia a faccia i pro e gli anti americani. Mi sono schierato fra i
pro americani e indossavo una cravatta con la bandiera americana. Sono un
medico veterinario e lavoro presso un amico nel suo ambulatorio.

Stamattina il mio amico mi ha riferito che ieri sera si è presentato in
ambulatorio un albanese che non conosceva, che gli ha detto che dei suoi
amici, a seguito della trasmissione e di alcuni miei discorsi che hanno
sentito al bar di fronte all'ambulatorio (in cui mi sono chiaramente
schierato dalla parte degli americani), hanno deciso di INCENDIARE
L'AMBULATORIO!! All'ultimo momento, dopo aver scoperto che non sono socio
dell'ambulatorio (e probabilmente dopo aver saputo che il mio amico è di
sinistra) hanno rinunciato all'idea. Comunque, mi hanno mandato tramite lui
un chiaro messaggio intimidatorio: "non esprimerti più in merito,
altrimenti..."

Sembra che qui in italia se uno sposa le cause della sinistra viene
applaudito, mentre se osa esprimere opinioni a loro sgradevoli, viene
minacciato e fatto tacere! Ci troviamo di fronte ad un crescente clima di
intolleranza, fatto di intimidazioni e di terrore, che ricorda tempi passati
e non ha niente a che fare con la democrazia. Mi chiedo se sono l'unico a
subire queste minacce!

A presto, Eyal Mizrahi.
 
E ancora.
 
Al Magnifico Rettore dell'Università di Cagliari
 
Magnifico Rettore,
 
Le scriviamo riguardo ad una scandalosa e triste scoperta che purtroppo La riguarda.
 
Un non ben precisato signore ( che si firma con il ridicolo appellativo"Capo Ispettore") già da molto tempo invia email di insulti terribili e vergognosi alla famosa giornalista Deborah Fait, "colpevole" di essere ebrea.
Le email che questo individuo  manda sono assolutamente incresciose ed infatti , da molte parti, si sono già mosse delle indagini per scoprire l'identità di questa persona.
Sappiamo già che utilizza, per diffondere le sue oscenità al mondo, proprio un computer del Suo Ateneo.
 
Le inviamo qui alcune delle "perle" di questa persona che probabilmente "studia"  o "insegna" nel Suo Ateneo.
Ci rendiamo conto che non è colpa Sua se tra i suoi studenti si nasconde un simile abominio ma La preghiamo di riflettere su quanto leggerà e La invitiamo a prendere le misure che riterrà più opportune.
 
 
 
Ha scritto a Deborah Fait ...
 
"Salve ebrea di merda, lurida e sporca come tutti gli ebrei di merda, sei contenta della guerra ebreo_americana, vero? Sicuramente sì, ma prima o poi verrà il vostro turno, e la pagherete con lo sterminio. Ma quello che mi rassicura è che l'antisemitismo in Europa non crolla, hai visto quello che è successo allo sporco ebreo come te Paolo Mieli?"
 
"Lapidazione, ecco la pena per l'adulterio secondo la stessa Bibbia che secondo gli sporchi ebrei dovrebbe giustificare la nascita dello stato abusivo di Israele. E la signora Fait è un'adultera . Infatti dovete sapere che la signora Fait ha concepito un figlio fuori dal matrimonio, anzi, propio non è sposata. Lapidazione, gridiamo, lapidazione vogliamo!!!"
 
Ma riserva belle parole anche per i soldati americani...
 
"Salve ebrea di merda (...) hai visto che bella fine hanno fatto. Io rido delle loro mogli vedove, rido del loro dolore, mi esalto alla vista del sangue dei soldati americani, spero che i prigionieri vengano seviziati con scariche elettriche nei testicoli o con il taglio della lingua e di arti"
 
... propone anche tipologie di torture da riservare alle soldatesse americane...
 
"Salve sporca ebrea , l'altro giorno ho parlato della pena che tu, come adultera, meriteresti.
Paradossalmente io, Capo Ispettore,propongo di salvarti la vita , ma non posso salvarti dalla pena. Propongo pertanto un utile strumento per punirti, strumento che consiglio al comandante Hussein di utilizzare con le soldatesse americane prigioniere. Veniamo al dunque :prendere un ratto, vivo, e inserirlo nel tuo utero, sempre vivo. Poi cucire e lasciar fare al dolce animale. Mi scuserà il povero ratto se lo inserisco nel peggiore dei luoghi , ovvero nel luogo da dove una sporca ebrea fa uscire altri sporchi ebrei (spero sia in menopausa , adesso, vista l'età), chiaramente i ratti sono superiori agli ebrei , ma il povero animale deve capire che si sta sacrificando per una giusta causa : portare all'estinzione il popolo deicida."
 
... e propone una soluzione finale
 
"Gli ebrei devono spaprire dalla Palestina e dal Mondo"




permalink | inviato da il 31/3/2003 alle 10:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


25 marzo 2003

I danni all'uomo e all'ambiente provocati dagli ecologisti .

I danni all'uomo e all'ambiente provocati dagli ecologisti ,ambientalisti ,verdi o come volete chiamarli voi.

Mandato da Green Watch News Lunedì.
GWN -­ Possono gli ecologisti procurare danni all'ambiente? Certo che sì, sostiene il prof. Franco Battaglia, Presidente Vicario dell'Associazione "Galileo 2001, per la libertà e dignità della scienza".
In un articolo pubblicato sull' Avanti (Avanti!, 9.3.03), il prof. Battaglia ha scritto: «qualche tempo fa venni invitato al suo noto show. Si dibatteva di globalizzazione e ambiente e, escluso me, gli ospiti erano illustri: Vittorio Agnoletto (portavoce dei no-global), Ermete Realacci (presidente di Legambiente e parlamentare del centro-sinistra), l'on. Bertinotti, il Ministro all'Ambiente Altero Matteoli, e il noto economista Renato Brunetta.

Quanto a me, sono un semplice professore di chimica. Sulla questione ambientale esordii dicendo che "il maggiore danno ad essa proviene dalle associazioni ambientaliste: esse, in tema di ambiente, non ne hanno azzeccata una che sia una".

Ne conseguì un putiferio che non mi permise di
esporre compiutamente le ragioni di quell'esordio. Eccole.

1. Nella bibbia ambientalista - "Primavera silenziosa" di Rachael Carson, scritta poco meno di 50 anni fa e recentemente rispolverata con una prefazione di Al Gore, presidente americano mancato - il DDT veniva bollato
come "elisir della morte". A Ceylon, nel 1948, si avevano 2 milioni di casi di malaria, che si ridussero a 31 casi nel 1962 grazie al DDT. Dopo la sua abolizione su pressioni degli ambientalisti, la malaria ha ripreso a colpire milioni di persone.

2. Alla fine degli anni 80 gli ambientalisti dichiararono la guerra alla clorazione delle acque perché, a sentir loro, foriera di casi di cancro. Il governo del Perù diede loro retta, smise di clorare le acque, e il Paese subì una epidemia di colera che colpì oltre un milione di persone uccidendone oltre 10.000.

3. Durante la lotta per contrastare il buco dell'ozono, gli ambientalisti fecero bandire nel 1987 i clorofluorocarburi (CFC), alcuni dei quali sono responsabili di reazioni che distruggono l'ozono delle quote alte dell'atmosfera. Fatto che, diminuendo la protezione dalle radiazioni solari, potrebbe far aumentare l'incidenza di melanomi alla pelle. Peccato che una maggiore esposizione alle radiazioni solari protegge da malattie coronariche, in quanto la molecola di colesterolo ­ che favorisce queste malattie - si forma a partire da quella di squalene che, però, grazie alle radiazioni del sole preferisce evolvere in vitamina D anziché colesterolo. E l'incidenza delle malattie coronariche è 100 volte superiore a quella del melanoma alla pelle: la decisione del 1987 fu senz'altro affrettata.

4. Tra i CFC proibiti ci misero anche il diclorometano, un solvente, accusato di essere anche cancerogeno. Le fabbriche britanniche che usavano questo solvente nel processo di produzione di farine animali dovettero cambiare metodo di lavorazione. Il nuovo metodo, a differenza del vecchio, lasciò inalterato il prione, responsabile del morbo della mucca pazza. Non so se può consolare il fatto che il diclorometano non distrugge l'ozono e non è cancerogeno.

5. Gli ambientalisti stanno conducendo una lotta dissennata ai cibi transgenici: non si conosce un solo caso di "inquinamento genetico". Anzi, è stato recentemente prodotto un riso geneticamente modificato in modo da
essere ricco di beta-carotene, un precursore della vitamina A di cui è carente l'alimentazione ­ quasi esclusiva di riso - di milioni di bambini nel mondo, e che perciò sono condannati alla cecità permanente (quando non
alla morte).

6. Non più assennata è l'esaltazione dei cibi biologici: si conoscono casi di intossicazione da cibi biologici, dovuti al fatto che il vegetale, per difendersi dai parassiti, produce da sé antiparassitari "naturali" che possono risultare, come è successo, tossici (e potrebbero essere anche cancerogeni).

7. La fonte nucleare d'energia è più sicura e più rispettosa dell'ambiente delle altre fonti ad essa alternative. In 50 anni di nucleare i pochi incidenti hanno causato circa 100 decessi per dosi eccessive di radiazione (di cui 48 solo quello di Chernobyl). Negli ultimi 15 anni, petrolio, carbone e gas naturale ne hanno causato 10.000. L'energia elettrica di cui ciascuno di noi ha bisogno in tutta la vita è estraibile da un chilo di uranio arricchito al 4% (cioè un pezzo d'uranio grande quanto un mandarino) da cui si produrrebbe un volume di scorie inferiore al litro (le scorie dal carbone occupano un volume 25.000 volte maggiore). Il problema delle scorie del nucleare sarebbe perfettamente risolvibile se non ci fossero gli irrazionali veti ambientalisti: usare depositi geologici stabili.

8. Continuano a farci sognare con le fonti cosiddette "alternative" (forse bisognerebbe meglio chiamarle "quelle che devono ancora essere inventate"). Non si prevede che coprano, per i prossimi decenni, più dell'1% del fabbisogno energetico. Il solare fotovoltaico, attualmente, costa 100 volte di più del petrolio, e l'industria coinvolta è a forte rischio di inquinamento. Il vento, dove c'è, non offre molto: la Danimarca, che è il Paese che nel mondo investe di più in ricerca sull'uso del vento, copre con esso meno del 3% del proprio fabbisogno energetico e, non a caso, per soddisfare i requisiti del protocollo di Kyoto, deve ridurre le proprie emissioni ben del 21% (l'Italia del 6.5%; e la Francia, che ha quasi 60 centrali nucleari attive, dello 0%). E poi le pale (che fanno un baccano d'inferno) richiedono un territorio di sicurezza intorno a sé esteso quanto quello richiesto dalle centrali nucleari (dovesse mai staccarsi una pala...).

9. L'impatto del protocollo di Kyoto sulla quantità di anidride carbonica dell'atmosfera è, di fatto, nulla: il riscaldamento globale di qualche grado che gli ambientalisti (ma non gli scienziati) prevedono per il 2100, verrebbe da quel protocollo spostato al 2101. L'impatto sull'economia invece sarebbe disastroso: il ministro Matteoli ricordò in quella puntata del suo "show", Dr. Costanzo, che gli italiani dovrebbero accollarsi una spesa di 50 miliardi di Euro.

10. Negli ultimi anni siamo stati tediati con l'elettrosmog: esso, come è noto a tutte le istituzioni scientificamente accreditate, non esiste. Tant'è che l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha classificato il potere cancerogeno dei campi magnetici a frequenza industriale nella stessa classe (la terza) del caffè e delle verdure sottaceto. Se lo avesse classificato (come non ha fatto) nella stessa classe del fumo di tabacco (la prima), allora si potrebbe concludere che dei 400 casi annui di leucemia puerile, un caso sarebbe statisticamente attribuibile a quei campi magnetici. Nel frattempo, i contribuenti italiani (e solo questi nel mondo) stanno spendendo miliardi di Euro per "bonifiche" agli elettrodotti, senza salvare nessuno dalla leucemia (anzi stornando denaro pubblico dalla ricerca accreditata su questo male). Tutto ciò grazie alle pressioni degli ambientalisti.

Ci sarà mai qualcuno che spiegherà a costoro i fatti elementari della matematica, della fisica, della chimica, della biologia e della medicina?
Grazie a questa loro ignoranza e al potere da essi conquistato terrorizzando la gente, il mondo vive male: le nostre città sono veramente inquinate, ma questi si baloccano con le domeniche a piedi. Ecco perché, Dr. Costanzo, gli ambientalisti in buona fede hanno affossato la questione ambientale. Le risparmio cosa hanno fatto quelli in mala fede».

Green Watch News




permalink | inviato da il 25/3/2003 alle 19:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa


20 marzo 2003

Dopo la denuncia .

Dopo la denuncia .
Perlasca scrive:  
 come vedete la buttano in politica.  non sapendo cosa dire sull'episodio inqualificabile (stigmatizzato duramente con una lettera al sindaco di Carpi anche dal Ministro Giovanardi che chiede che quelle foto vengano tolte), diventa un fatto politico.
ma invece e' solo un fatto "morale"; voler presentare all'interno di un Museo dedicato alla Shoah (e non solo) analogie con i massacri dei palestinesi ad opera degli israeliani, quindi degli ebrei, e' veramente folle.
   ne viene fuori in automatico un "automatismo" per cui i perseguitati di una volta diventano i persecutori di oggi, le vittime i carnefici, e gli ebrei i nuovi nazisti.
E il revisionismo storico è servito . . questa vicenda può e deve servire a dire BASTA a questa strumentalizzazione.
 
     cordialmente
 
 
 
 La foto incriminata.
 
Carpi
 
martedì 18 marzo 2003, S. Cirillo di Gerusalemme
   
«Perlasca, polemica per piacere a Fini»
Pesanti accuse di Campedelli
«Giovanardi, che imprudente!»


E dopo il ministro Giovanardi, sul caso della foto di donna araba esposta al Museo Monumento ecco la replica di Enrico Campedelli, segretario Ds. «La polemica sorta sulla mostra allestita a Carpi presso il Museo del deportato politico e razziale è una polemica assurda e fuorviante. Va sottolineato che la mostra dei giovani artisti 'Il volto dell'altro' non ha niente a che vedere con la mostra dedicata a Perlasca, per cui appare pretestuosa e fuori luogo la presa di posizione di Franco Perlasca».
«Credo necessario sottolineare e ricordare al Ministro Giovanardi- continua Enrico Campedelli - che si è affrettato ad appoggiare la richiesta del Signor Perlasca di togliere dal museo le fotografie delle donne velate, che la vicenda del Campo di concentramento di Fossoli non si lega solo alla tragedia dello sterminio del popolo ebraico, ma anche a tutti coloro che, per motivi di discriminazione politica, razziale e sessuale, furono da lì inviati ai campi di sterminio tedeschi. Tantè che il Museo di Carpi intitolato ai Deportati politici e razziali propone emblematicamente frasi scritte dai condannati a morte (tutti) nella resistenza europea».
«Credo dunque che sia profondamente in errore, o peggio in malafede, chi eviti di collegare il fatto che dal ricordo del Campo di Fossoli si possano e debbano trarre insegnamenti validi anche per combattere i germi di violenza e discriminazione presenti tuttoggi, come ad esempio la discriminazione che oggi si perpetra verso le donne in alcune realtà del mondo».
«Quanto poi a Franco Perlasca che ha sollevato la polemica, mi permetto di sottolineare, che per lappunto si tratta del figlio del Signor Perlasca il cui interesse per la verità storica appare piuttosto strumentale, almeno a giudicare dal sito internet dedicato dalla Fondazione Perlasca, da lui presieduta, alla memoria del padre Giorgio, pare infatti che netta prevalenza abbia il Telegatto 2002, Oscar televisivo assegnato dalle tv di Berlusconi alla fiction dedicata alla storia di Giorgio Perlasca (si veda lhome page del sito della Fondazione: www.giorgioperlasca.it)».
«Forse la polemica - conclude il segretario Ds - sarà però utile Franco Perlasca per guadagnarsi credito nei confronti del suo capo di partito, Gianfranco Fini; per questo, conoscendone la storia politica e personale, dal Ministro Carlo Giovanardi sarebbe stato lecito aspettarsi maggior prudenza».




permalink | inviato da il 20/3/2003 alle 19:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


17 marzo 2003

Giuliana de Cesare ex Olcese e Telecom.

Ricevo e rimando
COMUNICATO STAMPA RICEVUTO DA ETTORE BEGGIATO E RISPOTA INOLTRATA ALLA LISTA ZANON DELL'APPELLO AL SINDACO CONTRO LA STATUA DEL NAPOLEONE A VENEZIA 
Il TITOLO DI "PRINCIPE DI VENEZIA" E' UN INSULTO, UN OLTRAGGIO AL POPOLO VENETO. 
 
Il titolo di "principe di Venezia" è un insulto, un oltraggio al popolo veneto. Al signor Emanuele Filiberto di Savoja che si definisce "principe di Venezia" va ricordato che non esiste un popolo più autenticamente repubblicano del popolo veneto: finchè i Veneti sono stati liberi e indipendenti non hanno avuto né re né  principi, né cortigiani né cortigiane.
Fu Napoleone a coniare il titolo di "principe di Venezia" assegnandolo al figliastro Eugenio di Beauharnais quale ulteriore oltraggio alla Serenissima Repubblica Veneta e in tal modo, un oltraggio, un insulto alla nostra storia veneta, deve essere
letto anche ai nostri giorni quel "principe di Venezia". E d'altra parte è emblematico come i Savoja siano ricordati nel Veneto,
a partire da questo affresco poltico-alimentare: "Co San Marco comandava se disnava e se senava. Soto Franza brava xente, se disnava solamente. Soto casa de Lorena no se disna e no se sena, Soto casa de Savoja de magnar te ga voja!" Per non parlar di quel: "Viva Savoja! chè i n'à portà 'na fame roja" o di quel "Vegnerà Vitorio Manuele se patirà na stissa de coele 'l vegnerà co mostaci e barbeta se patirà 'na fame malefeta" e per finire "Co le teste dei taliani zogaremo le borele (bocce) e Vittorio Manuele metaremo par balin".
Ettore Beggiato consigliere Provincia di Vicenza Presidente Liga Fronte Veneto <beggiato@hotmail.com>
P.S.: A go visto la to ultima e-mail e la intervista su Virus: sta tranquilla, va vanti cussì, e par quanto me riguarda, varda che mi a no go paura de nissun; rispeto tuti ma non go mai ciapà paura de la zente ne la me vita, specialmente de quei che parla la me lengua e che la pensa come mi. Ciao, on strucon Ettore.
------------------
Gentili compagni di lista Zanon e cari amici veneti, di destra e di sinistra, consiglieri ed assessori,
Sono d'accordo con i contenuti del comunicato stampa di Ettore Beggiato consigliere della Provincia di Vicenza e Presidente della Liga Fronte Veneto ed è mio, legittimo? desiderio, -come fu per l'Appello contro
il busto del Napoleòn a Venezia-, informarne la intera 'ZanonList' e sottoscrivere l'opinione documentale di Beggiato. Inoltre, a viso aperto, non delatoriamente, informarne le istituzioni e la stampa contenute nella lista Zanon, oltre la segreteria particolare del presidente di Telecomitalia peraltro informata degli incresciosi fatti sin dal primo giorno del taglio dei servizi praticatomi da Telecomitalia. Vediamo se anche questa volta, in uno Stato di Diritto, l'esprimere la mia opinione, l'aderire legittimamente ed ufficialmente ad una espressione civica, culturale, storica e territoriale di un soggetto istituzionale e politico quale è il Presidente e Consigliere Ettore Beggiato sarà motivo di un'altra denuncia del Sindaco di Venezia Paolo Costa nei miei riguardi "denunciata dal sindaco di Venezia sig. Paolo Costa per abuso, violazione di un sito istituzionale, intasamento della casella del Comune di Venezia con relativo impedimento di accesso a migliaia e migliaia di cittadini" ecc. ecc. ecc., -come si legge nei documenti prodotti da Telecomitalia e allegati al fascicolo contenuto nel tomo VII che tutti possono consultare alla ottava sezione del Tribunale della Pace di Roma, Giudice Cerracchio. La prossima udienza della causa è vicina, questa volta non dovrò implorare Telecomitalia per avere i servizi riabilitati, trascinata invano da Ponzio a Pilato per ben 9 mesi e trattata come una pericolosa violatrice di siti, una mentitrice e un paria.
E magari questa volta denunciata anche per Reato di Opinione?
Cordiali saluti a tutti e grazie per l'attenzione da Giuliana D'Olcese.




permalink | inviato da il 17/3/2003 alle 17:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


16 marzo 2003

Incredibile ma vero.

Riceviamo e pubblichiamo.-

l'"Affaire" Telecom-Costa-de Cesare finisce all'ottava sezione del Tribunale di Roma 
Al quotidiano Il Gazzettino
Gentile Adriano Favaro del Gazzettino,
La politica, (che io pratico in lungo e in largo da 40 anni), è proprio una brutta bestia davvero e non finisce mai di stupire sul come, capillarmente ed implacabilmente, i regimi ed i poteri forti procedano a braccetto cominciando -quando non gli fai comodo- a falciare le gambe dal basso verso l'alto. Dico dal basso perchè io sono l'ultima ruota del carro ma, comunque do fastidio a molti perchè faccio politica, e informazione non schierata, da libera cittadina e, cosa rarissima per tutti coloro che in Italia si mobilitano dal basso, in quanto vengono considerati sudditi, non Cittadinanze, mi sono creata negli anni con passione politica, duro lavoro, costanza e fatica, un reale marchio politico venendo, addirittura!, centinaia di volte sulle agenzie di stampa e su tutti i giornali, di destra e di sinistra, sia con il Movimento per le Riforme sia per la campagna elettorale del 95-96 che feci appassionatamente mobilitando migliaia di Sindaci. Campagna in cui vinse l'Ulivo ed andò al Governo. Infatti, meritai, "bontà loro", un pubblico riconoscimento, scritto e verbale, da Prodi e da Parisi, nonchè da centinaia di Sindaci.
Senonchè, non essendo io nè una militante-militonta, nè posseduta dal dèmone dell'ambizione che vuole arrivare agli alti scranni del Potere, se credo in una causa e in una riforma giusta, vuoi dell'uno che dell'altro schieramento, non mi fermo davanti a grottesche ed obsolete ideologie e mi sento libera, non chiedendo mai nulla a nassuno ma se mai dando molto, di perorare sia il Federalismo alla, ex Bossi, anzi il vero Federalismo del compianto Professor Miglio, sia la causa dei Serenissimi per cui mi sono battuta per 3 anni avanzando per prima l'Appello ai vecchi amici Carlo Ciampi ed alla "sora" Franca (per dirla alla Cossiga) per la loro scarcerazione, incondizionata, nè mi sono tirata indietro nel sostenere il Carabiniere Placanica con la lista di solidarietà lanciata dal quotidiano Libero già all'idomani degli incresciosi fatti di Genova.
Sia detto per inciso, quando sento affiancare certi aggettivi attributivi al Federalismo....tipo federalismo solidale...
poveri Cattaneo, Don Sturzo and Co.... E, a dire la verità, non mi dispiace affatto la battaglia dei Veneti per riacquistare l'indipendenza perduta col "Referendum-imbroglio del 1886". Ho una grande stima per l'operosissimo Popolo Veneto che, per oltre 21 anni ed ancora oggi, mi ha ripagato con affetto e gratitudine le fatiche fatte onde riportare all'antico splendore un vostro grande monumento storico appartenente alla storia della Serenissima Veneta Repubblica: la Villa dei Vescovi, commissionata nel 1527 dal Vescovo Pisani ad Alvise Cornaro che ne affidò il progetto architettonico e la fabbrica al Falconetto, maestro del Palladio, villa sita in Luvigliano di Torreglia tra i Colli Euganei. 
Ciò premesso, l'articolo da voi pubblicato il 3.2.03 in merito all'"affaire" Costa-Telecom-de Cesare ("ex Olcese"....) risponde, pur succintamente -in quanto i particolari di cronaca sono grotteschi quanto pirotecnici- alla pura verità dei fatti, e non solo.
Anzi, l'"affaire" Costa-Telecom-de Cesare ("ex Olcese"....) si sta tingendo di giallo (si fa per dire giallo....) e sono certa, oltre che bonariamente divertita, che ne vedremo delle belle da qua al 4 Aprile, data della prossima udienza al tribunale di Roma ove, Telecomitalia (ed il malcapitato e giustamente incazzatissimo studio legale Consolo) in seguito a quanto dichiarato a voi del Gazzettino, dovranno "ritirare il Grande Testimonial" sostituendolo, immagino, non si sa con quale misteriosa eterea entità....
Come ho ufficialmente dichiarato, e riportato dal vostro articolo del 3 Febbraio, per ben 9 mesi, -prima che uno dei primi 4 grandi studi legali di Roma, -nientepopodimeno che lo studio dell'Onorevole deputato di Alleanza Nazionale Giuseppe Consolo incaricato da Telecomitalia di difendere la "credibilità" dell'Azienda- presentasse la memoria costitutiva di difesa di Telecomitalia da me chiamata in giudizio (anche per scoprire chi fosse stato lo zoticone vigliacco cittadino italiano che mi aveva denunciata per abuse), non ho mai saputo chi fosse il denunciante.
E chi me lo ha fatto scoprire su un piatto d'argento?
Proprio Telecomitalia e il rinomato studio dell'Onorevole Consolo!!!
Come? Attraverso la memoria di difesa di Telecom in cui si dichiara immediatamente che chi mi ha denunciata è il sindaco di Venezia Paolo Costa "molestato ed impedito nell'esercizio delle sue funzioni" (Sic!) dalle mie 3 email....
Ergo, quanto dichiarato da Telecomitalia, nel quinto paragrafo delle precisazioni apparse in cronaca sul Gazzettino dell'11 Febbraio scorso, e cioè che "In ogni caso, possiamo escludere che il sindaco di Venezia abbia fatto pervenire segnalazioni in merito a messaggi e-mail indirizzatigli dalla signora Giuliana De Cesare." appare quanto mai contraddittorio, oltre che a far pensare ad un ghiotto foilletton che si tinge di giallo.
Ma chissà, forse anche di rosa....
Comunque di qualcosa di non trasparente e di molto poco chiaro....
Siamo, oltretutto, alla vigilia delle elezioni amministrative cara Telekomitalia and Costa.... no?
Mi dicono da ogni Sestiere di Venezia che, al Comune sullodato, si aggirino femmine-parenti, di potere, che praticamente la fanno da padrone nelle delibere del Comune (forse anche nel computer di Paolo?) come l'acquisto della famigerata, e odiata, statua del Napoleòn. On sais jamais.... chi dice donna dice danno, dice l'antico adagio.
Ma, si sa, queste sono chiacchiere del Sestier delle Lavandaie da allegare, d'ufficio, alla erudita Giacibinoide "task force composta da Enzo Biagi, il grande avvocato matrimonialista, e ulivista, Cesare Rimini, Annamaria Bernardini De Pace e Barbara Palombelli, moglie di Francesco Rutelli", -come scritto dal Gazzettino-.
Pensate un po', cari lettori, che onori mi tributano questi cotanti personaggi "passandomi" sotto le loro... grandi pene, più che penne, sui grandi settimanali, femminiloidi, e non, del Corriere della Sera.
W San Marco!!! Abbasso il Napoleòn!!! W i Serenissimi!! Giuliana de Cesare..... (per ora). 
Il tutto è riscontrabile all'ottava sezione del Tribunale della pace di Roma.
2)
Articolo del Gazzettino del 3.2.03 - Venezia
- (da.sca.) Non ci dev'essere gran feeling tra il sindaco Paolo Costa e la napoletana Giuliana de Cesare, protagonista dei salotti romani ed ex prima moglie di Vittorio Olcese. Lei non perde occasione per ricordargli le cene a casa sua nella capitale ai tempi in cui lui era ministro, la conoscenza maturata nel Movimento dei sindaci e la visita nella restaurata Villa dei Vescovi del Falconetto a Luvigliano di Torreglia, sui Colli Euganei, dove il re del tessile aveva il suo quartier generale. La signora de Cesare, per chi non lo sapesse, oltre che per la sua passione per l’arte e i restauri, passò alle cronache un paio di anni fa per un originale contenzioso giudiziario con Maria Teresa Valoti, seconda moglie di Vittorio Olcese, su chi dovesse fregiarsi del cognome del defunto marito.
Alla fine la spuntò la signora Valoti, mentre a Giuliana de Cesare arrivarono, dalle pagine di un giornale femminile, perfino le critiche per "uso improprio" di cotanto cognome da parte di una task force composta da Enzo Biagi, Cesare Rimini, Annamaria Bernardini De Pace e Barbara Palombelli, moglie di Francesco Rutelli. Ora Giuliana de Cesare, che nelle e mail usa il cognome Olcese prudentemente tra parentesi, è rappresentante del Movimento delle riforme ed è tornata a farsi viva in ambito veneziano sposando la causa degli anti-bonapartisti e mandando una e mail alla casella di posta elettronica del sindaco. Che evidentemente non deve aver gradito "l’invasione". «Io - denuncia la combattiva signora - cittadina romana, sono stata punita dal sindaco per avere inviato miei commenti, peraltro in linguaggio corretto e istituzionale, e l’adesione all’appello per la statua del Napoleòn.
Sapete come sono stata punita? Con una denuncia sporta da Costa a Telecomitalia.it che mi ha tagliato connessione e linea Adsl di botto, mentre lavoravo, per aver "molestato e impedito con le mie e mail (tre!!!) al Comune di Venezia di ricevere migliaia e migliaia di cittadini veneziani intasando la casella di posta"».
«La verità - aggiunge la signora de Cesare - è venuta fuori il 24 gennaio in udienza al tribunale di Roma, ma solo perchè ho fatto immediatamente causa a Telecomitalia. Solo così sono venuta a conoscenza di chi mi aveva denunciato al provider».
 
3)
1. Quando Potere politico&Telecomvarie calpestano i sudditi-utenti
Intervista a Giuliana de Cesare, alias D'Olcese, di Lucy dall'Ombra
 
D: Signora de Cesare, alias D'Olcese ora che ha questo marchio di lavoro ed attività lavorativa depositato 
ed approvato, certo che per lei il 2003 è proprio un annus diabolicus visti gli incidernti giudiziari che le sono piovuti sulla testa...
 
R: Sì, a me che sono una persona corretta e pacifica, mi faccio i fatti miei, non pesto i piedi a nessuno -se non mi pestano i cosiddetti- sono distaccata da complessi e morbosità vendicative, snobismi sociali, gelosie ed invidie femminiloidi, forme ansiogene di affermazione, ma moralmente generosa con tutti gli onesti che mi chiedono di aiutarli, sono capitati due accidenti giudiziari che ben si collocano in una atmosfera, diciamo Kafkiana, per i contenuti surreali e giustizialisti-politici tout cour riguardo ai provvedimenti non certo da Stato di Diritto nel quale, pare, viviamo, nonchè per le "metodologie" spicce con cui si è proceduto da parte di certa magistratura nei riguardi del cognome che portavo, ininterrottamente, da 43 anni ed ora si tenta di fare da parte dei cosiddetti poteri forti -ma debolissimi se sono ridotti a questi infimi giochetti delle tre carte- come ha fatto Telecomitalia 9 mesi fa staccandomi di botto e senza alcun preavviso la connessione internet al provider ed alla linea ADSL! E tutto ciò perchè?
Per una denuncia di abuse fattami, a leggere le carte e le "prove" che Telecomitalia ha portato in tribunale, dal sindaco ulivista di Venezia Paolo Costa per email non desiderata ed "intasamento"! della casella di posta del comune. Robe da matti.
 
D: Sulla questione del cognome, arcinota alla stampa italiana e che ha fatto sbellicare dal ridere i giornalisti per motivi, prassi e tempi con cui le è stato contestato, dicono malignamente "a cadavere ancora caldo del suo ex marito Olcese", parleremo un'altra volta, ora ci dica cosa ha fatto lei al sindaco ulivista di Venezia....
 
R: Lei, come tutti i normali cristiani, non ci crederà, ma l'unico mio "grave misfatto" -seguito dalla immediata "esemplarità della pena"- è stato quello di avere aderito via email, e badi bene rispondendo a tutti, non concependolo od inoltrandolo di mia iniziativa- ad un appello lanciato in una lista di indirizzi di posta elettronica da numerosi e stranoti cittadini veneziani tra cui famosi intellettuali, cattedratici, storici, studiosi e scrittori notissimi al mondo accademico, della cultura e della cittadinanza nazionale ed internazionale. Ma, per dirle la cosa più fuorviante della incredibile storia, dopo ben 9 mesi che imploravo invano la Telecom di ripristinarmi i servizi illegittimamente sottrattimi e senza alcun preavviso e dopo avere scoperto in tribunale finalmente chi mi aveva denunciato all'abuse di Telecom, dopo pochi giorni vedo un comunicato aziendale pubblicato dal Gazzettino in cui, in un intricatissimo quanto -diciamo surreale ed improbabile testo da imbarazzante scalata sugli specchi- la Telecom, dichiara che no, non è stato il sindaco di Venezia Costa a fare la denuncia. Ora mi domando: alla prossima udienza che avrà luogo il 4 Aprile, Telecomitalia avendo il 24 Gennaio già fornito le "prove" -noti bene ingaggiando uno dei 4 studi legali più importanti e costosi della Capitale non certo io che mi difendo da sola stante l'assurdità della causa- che ho violato la posta del sindaco di Venezia, cosa verrà a raccontare Telecomitalia alla Giustizia ed a me utente "giustiziata per direttissima"?
Ho tentato immediatamente e con tutti i mezzi quando accadde il fattaccio, anche con la segretaria personale del Presidente di Telecomitalia che manco mi ha risposto un crepa, di fare capire che doveva esservi un grosso equivoco. Ma invano.
Per ben 9 mesi sono stata trattata come una paria, come nel Medio Evo i Vassalli trattavano i sudditi non degnandoli di alcun ascolto democratico in quanto ritenuti solo servi e portatori di gabelle. Tutto va bene ed è scusabile, errori umani, casini tecnici ed aziendali vari, ecc ecc, ma ripeto, non è accettabile, in uno Stato di Diritto, che il cittadino, solo per il fatto di essere denunciato da una entità politica, e perciò di potere, ad un altro potere assoluto aziendale, venga calpestato e ritenuto meno di un paria. Su queste ingiustizie e discriminazioni sociali sono pronta a battermi per tutta la vita per la comunità e per me stessa e a non farla passare liscia all'arroganza e alla violenza del potere politico ed economico. No, proprio no.
Su questi fatti bisogna andare fino in fondo armati delle proprie legittime ragioni e con la verità trasparente delle cose.
Se tutti si regolassero così e non rinunciassero vuoi per pigrizia, vuoi per lo scoraggiamento che ti prende di fronte agli abilissimi quanto disonesti ostacoli posti dal potere, la società civile, la politica ed i grandi servizi sociali formerebbero quella società tanto decantata, ma disattesa e tradita, di cui si sente blaterare invano a destra e a sinistra da mane a sera.
La ringrazio per l'intervista e spero alla prossima "puntata"..... e la prego di pubblicare in calce all'intervista il comunicato stampa che ho inviato poco tempo fa a tutta la stampa locale veneta, a tutta la stampa nazionale, ai media, movimenti, associazioni ed all'intero Consiglio Regionale del Veneto.
 
COMUNICATO STAMPA pregasi pubblicazione, ne ha scritto anche il Messaggero sull'Appello, ma degli sviluppi legali e di questo comunicato stampa non ha dato notizia così come il Gazzettino..........
 

de CESARE: INDISPENSABILI PRECISAZIONI SULLA

Controversia Sindaco Venezia -Telecomitalia - de Cesare: un giallo davvero inquietante
 
Roma-Febbraio 2003- Premessa: Comunicato stampa inviato anche alla lista originaria, lista tuttora in essere
del noto "Appello contro il monumento al Napoleòn", inoltrato da cittadini veneziani la primavera scorsa al sindaco
di Venezia Paolo Costa, appello di cui hanno scritto anche quotidiani nazionali oltre che veneti.
Questa precisazione arriva dopo qualche giorno per il fatto che non vivendo più nel Veneto non leggo il Gazzettino tutti i giorni nè, i protagonisti promotori veneti e veneziani dell'appello, che pure mi inviano con regolarità molti loro scritti storici nonchè svariati comunicati, mi hanno mai informata dei 2 articoli che mi riguardano apparsi recentemente sul Gazzettino concernenti l'appello ed il giudizio legale in atto tra me e Telecomitalia. Perciò preciso che, su quanto replicato l'11 Febbraio 2003 da Telecomitalia al Gazzettino su quanto scritto da quest'ultimo il 3.2.03 circa il giudizio mosso da me a Telecomitalia -a causa del taglio improvviso dei servizi di connessione ad Internet ed alla linea ADSL- tengo a precisare che: quanto Telecomitalia ha concluso in calce al suo comunicato, e cioè che: "In ogni caso, possiamo escludere che il sindaco di Venezia abbia fatto pervenire segnalazioni in merito a messaggi e-mail indirizzatigli dalla signora Giuliana De Cesare." è, si fa per dire, 'contraddittorio' perchè a portare il nome del sindaco di Venezia Paolo Costa nel giudizio da me mosso a Telecomitalia davanti alla ottava sezione del Tribunale della Pace di Roma, non sono stata certo io che, -per nove mesi, fino alla prima udienza tenutasi il 24/1/2003, ignoravo l'identità del mio denunciante- ma bensì la stessa Telecomitalia assistita dallo studio legale dell'avvocato Onorevole Giuseppe Consolo. Ciò in seguito alla mia istanza di essere messa finalmente a conoscenza di chi mi avesse denunciato all'abuse di Telecomitalia per l'invio di 3 e-mail, -si badi bene con l'opzione 'Rispondi a tutti'- concernenti la nota vicenda dell'appello inoltrato da molti illustri cittadini veneti al sindaco Costa. Appello a cui aderii via e-mail.
E, dato che trovai sconcertante, si rifà per dire... sconcertante, che Telecomitalia, senza alcun preavviso, mi tagliasse i servizi lasciandomi letteralmente isolata dal mio lavoro, informandomi al 187 mi risposero che l'utente "denunciato punito" non ha facoltà di conoscere l'identità del denunciante. Quindi, essendo arcisicura di non avere commesso alcun "abuso grave violando un sito istituzionale ecc ecc", e non avendo mai ricevuto i 6 avvisi preventivi, che l'azienda sosteneva anche con una raccomandata di avermi fatto a voce e via e-mail prima di tagliarmi i servizi, nel Giugno scorso ho deciso di muovere un giudizio nei confronti di Telecomitalia -la cui intiera pratica trovasi all'attenzione sia del Ministero delle Comunicazioni che dell'Autority per le Garanzie nelle Telecomuniczioni- chiedendo il ripristino dei servizi ed il risarcimento per i gravi danni arrecatimi.
Dopo ben nove mesi, alla prima udienza, nella comparsa di difesa e costituzione la prima dichiarazione di Telecomitalia è proprio l'identità del denunciante, e cioè il sindaco di Venezia Paolo Costa. Denunciante che, di certo, non mi sono inventata io! Via via che si snoda, questa paradossale vicenda assume aspetti non solo a dir poco inquietanti ma anche da giallo in piena regola. Movimento per le Riforme - Giuliana de Cesare.




permalink | inviato da il 16/3/2003 alle 16:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


14 marzo 2003

Per quelli come Claudio Sabelli Fioretti propongo di boicottare alcuni tipici prodotti ebraici.

Per quelli come Claudio Sabelli Fioretti propongo di boicottare alcuni tipici prodotti ebraici.

"Viviamo in un mondo libero e non siete obbligati ad amare gli Ebrei; ma se proprio non vi piacciono, allora vi propongo di boicottare alcuni tipici prodotti ebraici, quali:

- il test della reazione di Wassermann per la diagnosi della sifilide;
- la digitale, scoperta dal dottor Nuslin;
- l'insulina, scoperta dal dottor Minofsky;
- il Chloral hydrate, scoperto dal dottor Lifreich;
- il test di Schick per la diagnosi della difterite;
- le vitamine, scoperte dal dottor Funk;
- la streptomicina, scoperta dal dottor Woronan;
- la pillola antipoliomielite del dottor Sabin e il vaccino del dottor Jonas Salk.

Avanti, boicottateli pure!

Per essere coerenti
con l'umanità, gli Ebrei hanno offerto questi doni a ogni persona nel mondo.
Per essere coerente con se stesso, il fanatico antisemita deve accettare, per questioni di principio:

- la sifilide;
- il diabete;
- l'epilessia;
- la malnutrizione;
- la poliomielite;
- la tubercolosi
- la difterite;
- disturbi cardiaci;

Volete avercela con gli Ebrei?
Abbiatecela pure!
Ma lasciate che vi dica una cosa: "non vi sentirete poi tanto bene in salute".

 

 




permalink | inviato da il 14/3/2003 alle 12:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

sfoglia     maggio       


 

                                         
 



Non andare in giro dicendo
che il mondo ti deve dare da vivere.
Il mondo non ti deve dare nulla :
era lì prima che tu arrivassi.

 

 

ControCorrente

Movimento d'opinione
che si propone di premiare
dare fiducia a persone
e politici che siano
garanzia di moralità,
capacità e rispetto del
popolo elettore.
Sono garanzia di moralità,
capacità e rispetto del
popolo elettore:
 
 
Vota:Berlusconi,Angelilli

 
    
 

     

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Fiamma Nierenstein
 
 

No alla Ue




ORIANA FALLACI



Tribute to Reagan


 

 
 
I comunisti amano
così tanto
i poveri da volerne
creare  altri

Noi cattolici diciamo  
si alla base americana
di  Vicenza

 






 

Vendere la RAI
con tutti i suoi parassiti.

Eliminare l'ente Provincia
che ha poche ragioni per
giustificare la sua esistenza
 e molte per suggerire
 lo scioglimento.


(IM)MORALISTI


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

        G.M.

 

Antonio Di Pietro salvò
i comunisti da tangentopoli.


 

 

Le bugie di Veltroni

 

 Le bugie di Prodi



 



 


    

 

 

 

 


 

 

 

 

 

Veronica

 

 

 




 



Immigrati




 

Il comunismo è una
giusta distribuzione
della miseria.


 




L'assemblea parlamentare del
 Consiglio d'Europa
ha approvato il 25 gennaio 2006,
con 99 voti a favore e 42 contrari,
una risoluzione presentata dal deputato
svedese Goran Lindblad a
nome del PPE, che condanna
 i "crimini del comunismo" equiparando
il comunismo stesso al nazismo.
Anzi, considerando che nel rapporto
che accompagnava la proposta
di risoluzione, intitolata "Necessità di
una condanna internazionale dei
crimini del comunismo", si accredita
la cifra di quasi cento milioni di morti
 causati direttamente o
indirettamente dal comunismo,
quest'ultimo risulterebbe addirittura,
almeno come numero di vittime,
 di gran lunga peggiore del nazismo. 
 
 
METTERE FUORI LEGGE
I PARTITI COMUNISTI IN ITALIA,
come sono stati messi fuori legge
il partito fascista in Italia e
il partito nazional socialista in Germania.



 





Se li abbandonate i
bastardi siete voi


islam fuorilegge vìola
 i fondamentali diritti
degli uomini e delle donne.






islam in azione


 

Loading...      (GIF file  396KB)



 
 

 


 

 

VIDEO DONNA FRUSTATA IN SUDAN -

 

 










 


La resistenza non è mai esistita,
è solo frutto della propaganda
dei comunisti.
Indro Montanelli.

 



 
 
 
 
Gadgets powered by Google